Sospese le assunzioni di 27 mila docenti di sostegno previste dal decreto scuola

docenti di sostgno

A rischio le assunzioni dei quasi 27 mila docenti di sostegno previste dal decreto L’istruzione riparte. L’allarme è stato lanciato dal deputato del Movimento 5 Stelle Luigi Gallo, attraverso il suo profilo Facebook.

Stando a quanto riportato dall’on. Gallo nel suo postI numeri fasulli delle assunzioni nella scuola. Il Ministro dell’Economia non firma il decreto“, il Ministero dell’Economia e delle Finanze si rifiuterebbe di “firmare neanche la prima tranche di assunzioni di insegnanti di sostegno. Il motivo  –  spiega  –  è che la Ragioneria di stato e il ministero dell’Economia disconoscono i 26.684 docenti di sostegno di nuova costituzione previsti dal decreto”.

A rischio sarebbero anzitutto le 4.447 nuove assunzioni che il Ministro Carrozza aveva previsto per la prima annualità (il decreto L’istruzione riparte prevedeva un programma triennale di immissioni in ruolo per i docenti di sostegno), ma anche le restanti 22 mila previste per il prossimo triennio, nonché una parte delle 69mila assunzioni di docenti di disciplina e delle 16mila immissioni in ruolo del personale Ata previste dal decreto scuola.

Una denuncia raccolta dai sindacati Anief e Gilda: “Sarebbe una vera beffa – afferma il leader dell’Anief – Confedir, Marcello Pacifico –  perché il contingente era stato già dimezzato rispetto al reale fabbisogno. Evidentemente viene reputata troppo alta la spesa di 4 miliardi di euro l’anno per garantire la didattica ad oltre 220mila alunni, le cui Asl chiedono il docente specializzato”. “Ma che scuola è – continua Pacifico  –  quella dove le logiche di risparmio prevalgono pure sui disabili, che così ogni anno continueranno a cambiare insegnante?”.

In Italia, infatti, sono solo 63 mila gli insegnanti di sostegno che hanno un contratto a tempo determinato a fronte di un fabbisogno di circa 110 mila (la normativa prevede che ci sia un insegnante di sostegno ogni due alunni con disabilità).

“La causa va trovata principalmente nella riforma delle pensioni, che ha ridotto il turn over. Lasciando in servizio sempre più docenti italiani con i capelli bianchi, già oggi tra i più vecchi al mondo”. Segnala l’Anief, mentre dal suo profilo Facebook l’onorevole Gallo puntava il dito sulla “spending review che in definitiva allunga i tempi per il pensionamento per chi lavora nella scuola (come nel caso Quota 96)”.

Dopo il pasticcio degli scatti d’anzianità (prima annullati, poi ripristinati dal governo) toccherà ora nuovamente al Miur, in collaborazione con il Mef, risolvere questa nuova grana. Intanto l’on. Gallo, sempre dal suo profilo Facebook, annuncia di aver preparato “un atto ispettivo per avere chiarezza prima che sia troppo tardi”.

 

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