I dieci divieti più assurdi nelle scuole americane

i dieci divieti più assurdi

C’è chi vieta gli arachidi e chi le scarpe di Michael Jordan. Se ne sentono molti, di divieti nelle scuole: ecco quelli più bizzarri raccolti in giro per il pianeta. Dall’altra parte dell’oceano, negli Stati Uniti, le scuole sono ricche di imposizioni originali. Ecco a voi la classifica dei dieci divieti più assurdi nelle scuole americane.

1° POSTO: I POG – Vi ricordate il gioco delle figurine? Ecco, i Pog sono esattamente la sua evoluzione naturale. In molte scuole della zona di Washington e dell’Arizona, il gioco è stato formalmente vietato, per evitare le distrazioni degli studenti.

pogs (2)

 

2°POSTO: IL DIZIONARIO – Sembra incredibile, ma è vero. Tutta colpa di alcuni studenti alla 5° elementare di una scuola di Manifee, in California, che sono stati sorpresi a leggere definizioni “particolari”. Quando sono tornati a casa, e hanno esposto nei minimi dettagli la definizione di “sesso orale” i genitori hanno fatto un reclamo ufficiale dal preside.

vocabolario

 

3° POSTO: IL CAPPELLO – E’ accaduto in una scuola dello stato Rhode Island, dove uno studente ha realizzato un cappello con tanto di militari in combattimento.

cappello

 

4° POSTO: I BRACCIALETTI – Dagli anni ’90 in poi, l’ascesa dei braccialetti è stata inarrestabile. In diverse scuole, però, sono stati causa di insulti e discriminazioni tra studenti. E così, la Commissione per la Sicurezza dei Consumatori li ha rimossi e vietati.

braccialetti

 

5° POSTO: LE SCARPE DI MICHAEL JORDAN – Nelle scuole di Chicago sono state vietate le celebri scarpe del campione di basket americano. I suoi classici colori (rosso, bianco e nero) rimandavano proprio alle gang locali.

air jordans

 

6° POSTO: I NOMI MAMMA E PAPA’ – A partire dal 2007, il governatore Arnold Schwarzenegger ha firmato il decreto che vieta l’utilizzo dei termini “mamma” e “papà”, per non mancare di rispetto alle coppie dello stesso sesso. Pertanto, sugli indirizzi degli studenti e sui permessi potranno comparire i termini “genitore” o “parente”.

mamam

 

 

7° POSTO: LE ARACHIDI – Con l’aumento del 50 % di allergie agli arachidi nel corso di un anno, diversi stati hanno deiso di toglierli dai distributori delle proprie scuole.

arachidi

 

8° POSTO : JAMIE OLIVER – A Los Angeles, il famoso pioniere dei programmi di alimentazione già sperimentato in Gran Bretagna non è gradito.

jamieoliver1

 

9° POSTO: I VEGETALI – Non tutti, ovviamente. Nel 2010 la scuola pubblica di Chicago ha proibito l’utilizzo dei vegetali coltivati in 40 scuole del distretto, perché privi di certificazione appropriate.

foto_frutta_verdura_7014

 

10° POSTO: I JEANS STRETTI – Nel 2009, una scuola di Mesquite, in Texas, con una moratoria ha deciso che i jeans stretti indossati dalle studentesse (e dagli studenti) sono un abbigliamento indecente. La stessa scuola ha vietata anche le camicie da uomo.

bottoms-pants-colored-skinny-ankle-jeans-red-shop-moddeals-1

 

RN

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Sospese le assunzioni di 27 mila docenti di sostegno previste dal decreto scuola

Next Article

Manifestazioni: studenti rinviati a giudizio. Rischiano 5 anni di carcere

Related Posts
Leggi di più

Giro di vite sui baby influencer: certificazione per accedere ai social e stop alla gestione dei profitti da parte dei genitori

Il Tavolo tecnico sulla tutela dei diritti dei minori nel contesto dei social network sta preparando un documento da presentare alla ministra Cartabia per cercare di dotare di nuove regole la "giungla" che riguarda i minori in rete. L'esempio da seguire è quello della Francia che ha approvato da poco tempo una legge ad hoc.
Leggi di più

Sfide estreme per registrare i video su TikTok: due ragazzi ricoverati in ospedale in gravi condizioni

Due giovani di 14 e 17 anni sono finiti in ospedale dopo aver cercato di portare a termine dei "TikTok Challenge". Il primo ha provato ad incendiare il tavolo di casa ma è rimasto ustionato, l'altro è salito sul vagone di un treno ma è rimasto folgorato da un cavo dell'alta tensione. Il social network si difende: "Rimuoveremo i contenuti che violano la nostra policy".