Siena, sul debito è guerra di cifre

debito.jpgScoppia la guerra delle cifre sul deficit dell’Università di Siena. Ieri mattina i vertici dell’ateneo hanno illustrato la situazione finanziaria, i problemi erano stati scoperti nel settembre scorso, al tavolo interistituzionale. È stato poi il sindaco, Maurizio Cenni, a fornire un quadro della situazione illustrando, nel pomeriggio, al consiglio comunale l’esito dell’incontro.
La situazione ora verrà portata a Roma: Focardi, Cenni e il presidente della Provincia Fabio Ceccherini hanno incontrato il prefetto per chiedere l’intervento del Governo. «La relazione fatta dall’ateneo – ha detto Cenni in aula – è stata ampia e da essa appare un fabbisogno di 250 milioni di euro. Una cifra spaventosa che deriva da 190 milioni per debiti nei confronti di Indap, Irap e Inps, residui passivi di 20 milioni e uno scoperto di conto corrente di 44 milioni di euro. Il resto della cifra è il fabbisogno di liquidità che ammonta a 60 milioni di euro».
Diversa l’interpretazione del rettore, Silvano Focardi, che in serata ha diffuso una nota con cui spiega che «a oggi il debito è pari a 145 milioni euro. Cioè la somma di 99 milioni di euro per oneri Indap, 27 milioni per oneri Irap, un milione per Inps, cui si aggiungono 18 milioni di scoperto autorizzato di conto corrente. Di qui alla fine dell’anno – aggiunge Focardi – si prevedono maggiori uscite rispetto alle entrate per spese di gestione corrente che comporteranno un incremento del debito stimabile in circa 26 milioni di euro. In base a tale previsione il debito al 31 dicembre 2008 ammonterà pertanto a circa 171 milioni di euro».
Una guerra di cifre che non diminuisce la gravità della situazione dell’ateneo senese, tanto che lo stesso Focardi, assieme al sindaco e al presidente della provincia, Fabio Ceccherini, ieri mattina sono andati dal prefetto di Siena, Giulio Cazzella, per chiedere l’intervento del governo. Intanto per oggi, a Roma, è previsto un incontro tra il rettore Focardi e il ministro Gelmini.

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