Siamo quello che mangiamo ma anche quello che impariamo

Geologo, divulgatore scientifico, giornalista e saggista italiano, noto anche come autore e personaggio televisivo di La7, il dott. Mario Tozzi ci racconta il suo amore per lo studio e la conoscenza.

Geologo, divulgatore scientifico, giornalista e saggista italiano, noto anche come autore e personaggio televisivo di La7, il dott. Mario Tozzi ci racconta il suo amore per lo studio e la conoscenza.

Che rapporto aveva con lo studio?
All’inizio ero un bambino precoce e non avevo bisogno di studiare, bastava quanto leggevo in classe, ma al ginnasio cambia tutto: bisognava studiare come matti per rimanere in carreggiata. Così mi sono applicato e in poco tempo ho amato tantissimo studiare. Ancora oggi provo un’eccitazione particolare nell’affrontare un argomento nuovo: mi guardo intorno nella mia libreria e cerco prima su carta quello che ho. Solo dopo passo al web e voglio controllare sempre la fonte. La mia massima è: nessuno potrà toglierti mai quello che hai studiato.

Ha mai avuto problemi con un insegnante in particolare?
Non ho mai avuto singoli problemi con uno specifico insegnante. Problemi “collettivi” sì, però: per esempio tutta la mia classe liceale si trovava male con l’anziano professore di latino e greco. Lo abbiamo criticato e combattuto per tutto il corso, quasi costringendolo all’abbandono. Quando si è così giovani si è anche molto crudeli, ma mi pare avessimo ragione nella critica del suo metodo d’insegnamento antiquato e indigeribile. Comunque in condotta avevo 5, neppure 7, ma proprio 5. Ciononostante non sono mai stato rimandato.

Come ricorda i giorni di preparazione all’esame?
Con nessuna emozione particolare: non ho fatto nottate, non ho avuto patemi d’animo, non ho smesso di mangiare o di uscire la sera. Con gli amici ci siamo preparati passando ore in definitiva intense ma spensierate. Nessuno sconvolgimento particolare. Ma questo dipende dal carattere, evidentemente: neanche agli esami universitari o ai concorsi ho provato emozioni particolari o paura. Solo un po’d’agitazione qualche attimo prima di iniziare.

E’ stato soddisfatto del risultato ottenuto?
Del risultato complessivo del mio cursus degli studi sì. Con particolare soddisfazione di quello universitario o di dottorato e di quello ginnasiale: lì ho davvero imparato molto, soprattutto come studiare, insomma il metodo. Mi pare che imparare sia una soddisfazione fondamentale dell’esistenza di un uomo: siamo quello che abbiamo mangiato, ma anche quello che abbiamo imparato.

Un consiglio ai ragazzi che stanno affrontando gli esami
Nessun consiglio: sapranno sbagliare benissimo senza il mio inutile aiuto!

Martina Gaudino

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