Shaker, a Roma il primo free press dedicato ai clochard

clochard shaker

Shaker è il primo free-press romano ad essere scritto interamente dai clochard.
“E’ qualcosa di più di un giornale, è la nostra vita, la nostra casa”, ha detto Daniele, un senza dimora.

Nel cuore della stazione Termini, una grande idea: trasformare una redazione in una casa per chi non ce l’ha e dare ai clochard l’opportunità di lavorare come giornalisti.

Il binario 95 di Via Marsala si è così trasformato in un ufficio davvero speciale: cucina, soggiorno, toilette con lavanderia, dieci posti letto e la possibilità di fare la doccia tre volte a settimana. Al piano di sopra, invece, la redazione, che si occupa soprattutto di curare temi sociali.

Il progetto è stato ideato nel 2006 ed è stato realizzato grazie al sostegno della Fondazione Vodafone. In pochi anni, Shaker si è trasformato in un magazine con cadenza trimestrale. E ora è anche un sito internet ed una web tv, diretta da Paolo Sulpasso.

“I redattori fissi vengono retribuiti regolarmente, ma oltre l’aspetto lavorativo c’è anche quello psicologico”, ha detto Alessandro Radicchi.  “Shaker non è l’unico giornale di strada, in Italia se ne contano almeno sette (sono oltre 122 nel mondo), ma sono realtà a scopo di lucro dove i clochard vendono solo le copie per strada. Per noi il lavoro sociale è soprattutto la scrittura. Shaker è gratis, lo pagano solo gli abbonati”.

La preoccupazione per i tagli è tanta ma Shaker “è un pezzo di cultura di strada di Roma, un sogno che deve sopravvivere”.

AZ

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