Sei milioni tornano in classe ma ritrovano un istituto su quattro a rischio ambientale

Il grande e tanto atteso giorno è arrivato. Almeno 6,6 milioni di studenti sono tornati in queste ore sui banchi delle scuole statali e paritarie di ogni ordine e grado, lasciandosi alle spalle la DAD. Nelle maggior parte delle regioni, solo quattro quelle rimaste in rosso, il rientro in classe riguarda gli alunni fino alla terza media, mentre nelle secondarie di secondo grado la didattica in presenza è garantita al 50% A casa ancora due milioni di alunni, ma quasi l’80% oggi ritrova compagni, insegnanti e lezioni in presenza.

Un ritorno a scuola che non cancella le storiche difficoltà degli istituti italiani. Uno su quattro infatti rappresenta una minaccia per la salute dei giovani, come riporta il quotidiano La Stampa. Inquinamento atmosferico e acustico, radiazioni elettromagnetiche, traffico e presenza di industrie inquinanti rappresentano un rischio reale per i giovani studenti. Secondo l’analisi del quotidiano torinese ci sono 10 mila edifici a rischio, esposti in contesti problematici per inquinamento e traffico.

Solamente poco più della metà di queste strutture presentano una sola criticità, in alcuni casi si scontano tutte (7) le difficoltà prese in esame nell’analisi. In particolare tre istituti nella provincia di Roma e uno in quella di Catania, gli allievi sono esposti a ogni tipo di criticità ambientale avendo le classi vicine a una discarica, ad acque inquinate, industrie inquinanti, radiazioni, in un contesto con pessima qualità dell’aria. Il 42% delle strutture, 17mila edifici, non ha provveduto a interventi di efficientamento energetico.

Dei quasi 10 mila istituti che lamentano problemi, oltre 2500 si trovano vicino a una fonte di inquinamento acustico, quasi 1500 in aree interessate da grande traffico. Friuli, Venezia Giulia e Val d’Aosta sono i territori più virtuosi, ben oltre il 90% di edifici senza criticità. Bene anche Molise, Piemonte, Veneto, Marche e Abruzzo, poco sotto al 90%. Maglia nera invece l’Umbria (33%), Puglia, Campania ed Emilia Romagna che vanno in ordine crescente dal 51% al 65%. “Le scuole devono diventare il centro di gravità di un nuovo modello abitativo” è la strada tracciata dalla sottosegretaria all’Istruzione Barbara Floridia, che sottolinea le ingenti risorse stanziate per la costruzione di nuovi edifici e la ristrutturazione degli esistenti.

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