Secondo l’Europa in Italia troppa ricerca e poca didattica

ricerca in italia

Troppa ricerca in Italia Nelle università italiane si punta poco alla docenza e troppo alla ricerca.

Questa la critica che emerge nella relazione del gruppo di alto livello per la modernizzazione dell’istruzione superiore, presentata alla commissione europea lo scorso 18 giugno.

Non si tratta di una attacco alla ricerca. Essa rappresenta il core business delle università, ma è pur sempre un settore accessibile a pochi.

Per questo, secondo il gruppo di alto livello, bisogna alzare gli standard di qualità della didattica universitaria, in linea con il processo di democratizzazione dell’istruzione superiore confermato dai trattati di Lisbona ed Europa 2020. A tal scopo, la relazione presentata a Bruxelles adotta 16 raccomandazioni, risultato del confronto tra stakeholder, associazioni professionali e utenti dell’istruzione superiore europea.

Coltivare le competenze degli studenti tramite l’insegnamento e la didattica, non solo attraverso la ricerca; dare maggiore merito all’attività di chi insegna e privilegiare nelle assunzioni coloro che ne hanno capacità. Questi, in sintesi, alcuni dei punti presentati dal gruppo di alto livello. Ma anche prevedere entro il 2020 corsi di formazione pedagogica per tutto il personale docente delle università, rendere la scelta del percorso curriculare un dialogo tra professori e allievi, e stimolare il feedback degli studenti rispetto alle università.

Tutti punti che dimostrano l’orientamento della commissione europea a contrastare la dispersione nell’istruzione superiore così come già avvenuto nella scuola superiore.

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