Rossi-Doria: scuola, troppi tagli nel passato, peggio che in guerra

“Tornare ad investire è vitale, nemmeno in guerra si è tolto così tanto all’Istruzione” – afferma il sottoseregretario all’Istruzione Marco Rossi-Doria, che continua – ” Chiunque governerà questo Paese deve poter sostenere l’azione quotidiana della scuola”.

Schermata 2013-01-14 a 11.49.57

“Tornare ad investire è vitale, nemmeno in guerra si è tolto così tanto all’Istruzione” – afferma il sottoseregretario all’Istruzione Marco Rossi-Doria, che continua – ” Chiunque governerà questo Paese deve poter sostenere l’azione quotidiana della scuola”.

“La scuola italiana e’ stata indebolita da un disinvestimento culturale e politico che si e’ tradotto in tagli per 8,4 miliardi di euro nel triennio 2008-2011. E’ una somma enorme – spiega -, che ha intaccato da allora le risorse correnti. Quando, tra qualche anno, si studierà questa cosa, ci si troverà dinanzi a una vera e propria cesura nella storia d’Italia”.

Infatti, ne’ in tempi di penuria economica, come all’avvio dello Stato unitario, ne’ durante le guerre, ne’ nei periodi di crisi e di ricostruzione si erano tolti cosi’ tanti soldi al sistema d’istruzione”. ”Ora – aggiunge – e’ assolutamente vitale riprendere una seria politica di investimento. Ci vuole una stagione capace di produrre un’inversione di tendenza, un cambio di rotta. Bisogna, infatti, passare dalla logica della spesa a quella dell’investimento”.

Rossi-Doria ricorda alcuni numeri positivi del sistema scolastico italiano, come i 200 mila bambini e ragazzi con disabilità integrati in classe e i 750 mila bambini e ragazzi stranieri che ”ormai parlano italiano come prima lingua”. Meno bene, sottolinea, il fronte dell’edilizia scolastica, mentre va migliorato il livello di apprendimento per tutti.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Bidello arrestato: suonava la campanella in anticipo

Next Article

Concorsone, ecco le date della seconda parte

Related Posts
Leggi di più

Maturità senza mascherine? Si apre uno spiraglio: “Con pochi contagi a giugno si possono eliminare”

Continua il dibattito sull'eliminazione delle mascherine a scuola. L'Italia è l'unico Paese in Europa che ha mantenuto l'obbligo di indossarle in classe per gli studenti ma cresce il pressing per eliminarle almeno durante gli esami di maturità e quelli della scuola media. Gli esperti: "Se il tasso di positività si abbasserà dall'attuale 13% al 10% ai primi di giugno allora potremo ragionare sull'eliminazione"