Roma, la denuncia dell’associazione presidi: “3 scuole su 10 senza riscaldamento”

Il Comune però afferma che le critiche sono state minime. E lancia il piano da 400 milioni di euro per l’efficientamento di 212 scuole

Con l’inverno già arrivato e l’impennata dei casi di influenza delle scorse settimane, lAssociazione nazionale presidi lancia l’allarme nella Capitale: “3 scuole su 10 a Roma sono senza riscaldamento”. Ma arriva la smentita del Campidoglio che, numeri alla mano, afferma come ci sarebbero state solo dodici segnalazioni per problemi legati ai termosifoni.

“Le segnalazioni sono arrivate dai miei colleghi a macchia di leopardo da tutti i municipi, dal I al IX fino al XIII. È mancata la manutenzione, alcuni impianti vanno in blocco, sono troppo vecchi – ha affermato Mario Rusconi, presidente dei presidi romani -. La maggior parte degli edifici risale a meno degli anni Settanta. Serve avere una calendarizzazione degli interventi e più controllo da parte dei municipi. A noi risulta che spesso i ragazzi restano al freddo nel bel mezzo di una lezione”. Il sindacalista ha commentato i dati forniti da Daniele Parrucci, delegato all’edilizia scolastica per “Città Metropolitana” e da Ornella Segnalini, assessore alle infrastrutture della giunta Gualtieri.

Segnalini: “Per il futuro punteremo sul fotovoltaico”

Proprio l’assessora alle Infrastrutture ha commentato a Il Fatto Quotidiano come “ci siano state solo dieci segnalazioni su 1200 scuole”. Affermando. poi, che “quello degli impianti di riscaldamento, che è nella nostra agenda come priorità. Sappiamo che i nostri edifici hanno termosifoni e reti distribuzione vecchi. Risalgono agli anni Settanta/Ottanta, ma proprio per questo facciamo, prima dell’accensione, un’attività preventiva per verificare che tutto funzioni”.

Segnalini ha pronto anche un piano per l’efficientamento di 212 scuole che usufruirà di quattrocento milioni di euro di fondi governativi e del Comune. Non solo. La giunta capitolina punta ad avere cento edifici ad emissioni zero ed è pronta nel 2024 ad una nuova gare per l’affidamento della gestione degli impianti. “Vogliamo puntare sul fotovoltaico – spiega l’assessore – perché ci permetterebbe di tenere acceso il riscaldamento più ore. Stiamo intervenendo anche sugli infissi e stiamo mettendo il “cappotto” a molti edifici perché spesso abbiamo caldaie che funzionano al massimo ma aule che non riescono a superare i 18 gradi a causa della dispersione del calore”.

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