Riforma scuola: "Precari esclusi e beffati. Così il DDL rinnega la sentenza della Corte Ue"

Precari esclusi e anche beffati: così l’Anief stigmatizza la riforma della scuola attualmente in approvazione alla Camera dei Deputati. Stando a quanto segnalato dal sindacato di settore, infatti, il testo uscito dal Senato andrebbe contro le indicazioni della Corte di Giustizia Europea che lo scorso novembre aveva dichiarato illegittimo il continuo ricorso a contratti a tempo determinato nel mondo della scuola e aveva chiesto una pronta normalizzazione dei professionisti che avessero superato i 3 anni di servizio con simili contratti.
“La riforma rinnega la Corte di Giustizia europea: per decine di migliaia di precari niente assunzioni e addio supplenze – spiegano dall’Anief – Perché se passa il testo del disegno di legge già approvato al Senato, saranno tantissimi i precari che non potranno più insegnare solo perché hanno avuto più di tre contratti su posto vacante: sarebbe una vera trappola, perché si tratterebbe dell’esatto contrario di quanto ci dice l’Unione europea, secondo cui coloro che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio su cattedre libere vanno stabilizzati. Invece per il Governo italiano vanno mandati a casa. E la stessa beffa, nascosta nei meandri del ddl, viene rifilata anche al personale Ata. Anief pronta a chiedere ai tribunali di intervenire e ristabilire la giustizia, per ottenere condanne esemplari da parte dei giudici e la stabilizzazione di massa che ci chiede l’UE”.
Il testo della legge, così come uscito dal Senato, al comma 130 riporta quanto segue: “A decorrere dal 1° gennaio 2017, i contratti di lavoro a tempo determinato stipulati, con il personale docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario presso le istituzioni scolastiche ed educative statali, per la copertura di posti vacanti e disponibili, non possono superare la durata complessiva di trentasei mesi, anche non continuativi”.
Stando così le cose, in effetti, il rischio che migliaia di docenti finora impiegati con contratti a tempo determinato, come ad esempio nelle supplenze, rimangano completamente esclusi dal mondo della scuola c’è ed è alto.
“Il nostro sindacato, nei giorni scorsi aveva deciso di patrocinare gratuitamente presso il Tribunale Civile di Roma una serie ricorsi contro la Presidenza del Consiglio, al fine di ottenere risarcimenti milionari per i docenti che sono stati in questi anni sfruttati con i contratti a termine – continua Marcello Pacifico, presidente Anief – Ora, Anief rilancia e chiederà anche la loro stabilizzazione. Con un’ondata di ricorsi seriali per tutti quei docenti a cui sarà negata la facoltà di insegnare anche come supplenti”.
“Perché è in questo modo che si rispetta la normativa comunitaria – conclude Pacifico – Mentre la norma del disegno di legge “La Buona Scuola”, così come scritta, al comma 131 del testo in via dia approvazione definitiva, è palesemente incostituzionale e ci allontana sempre di più dal diritto europeo”.

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  1. Non comprendo,davvero.
    Perchè quando un Governo cerca di mettere un pò d’ordine dopo anni di caos cosmico versano tutti lacrime di coccodrillo…
    Tutti a piangere…
    C’è un concorso per fine anno che stabilizza (assume) 60.000 nuovi docenti. Invece di lagnarsi perchè non si rispolvera il manuale di cultura generale e ci si prepara al meglio???
    Con questo Governo c’è poco di cui protestare, comanda Lui e basta.
    Mi pare assodato…

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