Rientro in classe bocciato dagli studenti: "Dato il massimo? Non è abbastanza"

“Il lavoro del ministero è ancora insufficiente. Ad oggi gli investimenti fatti non risolvono il problema di organico mancate e di edilizia scolastica che continua a vedere le classi pollaio, in un momento in cui è in pericolo la nostra salute”. Gli studenti non ubbidiscono, come vorrebbe il premier Giuseppe Conte, e scenderanno in piazza il 25 e 26 settembre contro la riapertura “non in sicurezza” delle scuole.

“Il lockdown ha sollineato come i livelli di dispersione scolastica e povertà educativa siano in aumento – afferma Alessandro Personè coordinatore nazionale dell‘Unione degli Studenti – il Recovery Fund dovrà avere un ruolo determinante per garantire accesso, istruzione gratuita e per ridisegnare un nuovo modello di scuola”. Una delle accuse del sindacato studentesco è quella più volte additata alla ministra Azzolina: non confrontarsi davvero con le parti sociali. Fatto che ha creato dei dissapori all’interno della maggioranza stessa, sfociata nell’abbandono del sottosegretario Giuseppe De Cristofaro passato all’Università denunciando proprio questo punto.

Anche il trasporto è sotto il mirino degli studenti: “Di fatto escluderà gli studenti che vivono in aree marginali e disconnesse rispetto i grandi centri urbani – continua Personè -. Il 25 settembre saremo in tutte le città italiane e il 26 accanto a Priorità alla scuola a Roma – e conclude – 209 miliardi possono essere un ottimo punto di partenza per capire come si può fare scuola ai tempi del Covid, imparando a lavorare, studiare e socializzare in sicurezza”.

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Conte: scuola al via lunedì. Mascherina anche al banco per 50 mila studenti

Next Article

Schlein, Senato accademico unanime su Gervasoni: "Atti alla commissione etica"

Related Posts
Leggi di più

Seggi elettorali, Cittadinanzattiva: “L’88% ancora nelle aule. E la maggior parte dei comuni non vuole spostarli”. L’appello

Le amministrazioni che hanno deciso di continuare a votare nelle scuole lo fanno per diversi motivi. In primis, la mancanza di luoghi pubblici o privati aventi le caratteristiche richieste. Cioè: senza barriere architettoniche, con servizi igienici e spazi per alloggiare le forze dell'ordine e in prossimità dell’elettorato resident