Ricerca pediatrica, sos del SIP: “C’è carenza di fondi”

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La ricerca scientifica, e in particolare quella pediatrica, resta una ‘cenerentola’ in Italia. A sottolinearlo sono i pediatri italiani che dal 69esimo Congresso nazionale della Societa’ italiana di pediatria (Sip) in corso a Bologna, lanciano 4 proposte per un rilancio del settore.

La ricerca tricolore, sottolineano, soffre di una cronica carenza di risorse e il quadro si e’ particolarmente aggravato con la crisi economica degli ultimi anni: gli investimenti in Ricerca e Sviluppo sono passati dall’1% del Pil del 2001 all’attuale 0,9%. Di contro molti Paesi europei, nonostante la crisi, li hanno aumentati: l’Austria dall’1,56% all’1,93%, in Belgio si e’ registrato un incremento dello 0,4%, in Finlandia dell’1%.

La ricerca pediatrica non sfugge alle strutturali difficolta’, come risulta da una survey condotta dalla Societa’ italiana di ricerca pediatrica sui dati del ministero dell’Istruzione, universita’ e ricerca. Nel 2005, del finanziamento complessivo per i Progetti di ricerca di rilevanza nazionale (Prin) – pari a circa 131 milioni di euro – solo il 3,6% e’ stato destinato al settore pediatrico (cioe’ a studi con un pediatra come principal investigator).

Eppure, se si esamina il numero di pubblicazioni per mille ricercatori, il nostro Paese si colloca al sesto posto (Programma nazionale della ricerca 2011-2013). Ecco dunque le proposte di Sip e Sirp per rilanciare la ricerca dedicata ai bimbi. Gli esperti hanno individuato 4 ambiti di intervento. Primo punto: non disperdere i finanziamenti, ma concentrarli in alcuni ambiti strategici, in primis la ricerca dedicata alle malattie croniche dei bambini e la pediatria preventiva. In secondo luogo, secondo i pediatri occorre favorire un maggior collegamento tra formazione e ricerca, attraverso l’universita’. Terzo punto: favorire l’interdisciplinarieta’ della ricerca. E in ultimo l’appello ad accrescere le risorse. L’Italia, spiegano i pediatri, dovrebbe investire almeno il 2,5-3% del Pil nella ricerca, in modo da recuperare il ritardo che purtroppo il nostro Paese ha accumulato negli ultimi lustri.

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