Quattro studenti per classe e docenti a casa: la scuola della ripartenza in presenza è davvero tanto migliore di quella in dad?

Le attività scolastiche in Italia sono ripartite dopo la pausa natalizia con 400mila assenze tra docenti e studenti. Una situazione che sta comportando uno stravolgimento della didattica, tra lezioni saltate e pochi studenti presenti in aula. Per questo siamo sicuri che la tanto bistrattata dad, magari utilizzata per 2-3 settimane, non potesse migliorare questa situazione?

I numeri ufficiali, aggiornati al primo giorno di rientro in classe dopo le vacanze di Natale, parlano del 6,7% di studenti assenti perché a casa ammalati o in quarantena, e del 6% del personale docente non presente. Dati che arrivano dal monitoraggio effettuato dal Ministero dell’Istruzione a cui però ha risposto soltanto il 63% delle scuole italiane e che quindi potrebbe aver fotografato soltanto una parte delle assenze con cui il mondo della scuola deve fare i conti nei giorni della riapertura, decisa senza possibilità di tornare indietro, dal Governo.

D’altronde, da Nord a Sud, le testimonianze di classi svuotate o decimate dal Covid si stanno moltiplicando: mancano i ragazzi (per i quali alcuni istituti nella migliore delle ipotesi hanno provveduto ad attivare la didattica integrata a distanza) ma mancano, soprattutto, i docenti senza i quali le lezioni non possono nemmeno partire.

Anche qui un po’ di numeri: lunedì mancavano all’appello, secondo le stime dell’Associazione Nazionale Presidi, 300mila studenti e 100mila docenti. Assenze che in questi giorni sono destinate a salire visto l’aumento esponenziale del livello dei contagi in Italia e che stanno creando più di un grattacapo ai dirigenti scolastici. Presidi che, soprattutto per coprire gli insegnanti assenti, stanno facendo i salti mortali per trovare i supplenti e non bloccare del tutto la didattica.

Già, la didattica: è su questo aspetto, infatti, che si sta concentrando il dibattito all’interno delle scuole (e tra i genitori), ovvero sull’utilità di far finta che tutto stia procedendo tremendamente bene nonostante le classi degli istituti siano popolate più da fantasmi che da studenti e professori. Nei giorni scorsi la stampa ha raccolto un po’ di numeri in giro per l’Italia: in Abbruzzo si è registrato un 20% di assenze tra gli studenti, mentre per docenti e Ata il dato era intorno al 10-15%. All’istituto “Einuadi” di Bassano del Grappa, cinque classi hanno fatto lezione online perché non sono riusciti a sostituire tutti i professori visto che il dato di assenza dei docenti era piuttosto alto: 15%. A Taranto all’istituto “Vico de Carolis” erano assenti il 5% del personale e il 20% degli alunni, mentre a Genova le assenze dei collaboratori scolastici e dei docenti hanno oscillato tra il 7% e il 16%.

Con una situazione di questo genere non è difficile immaginare che la realtà di oggi sia molto più grave di quella fotografata lunedì scorso. Le testimonianze di ragazzi e genitori che lamentano la presenza per classe al massimo 4-5 studenti su 25, si sprecano. Come emblematico è il racconto di chi, pur essendo andato a scuola convinto di poter riprendere le lezioni in modo normale, abbia trascorso la maggior parte del tempo davanti a un film perché mancavano i docenti di italiano, inglese, matematica. E così addio verifiche, compiti, attività didattiche.

E allora, davanti a questa “Caporetto” causata dall’impennata dei contagi Covid nel nostro Paese siamo proprio sicuri che non sarebbe stato più utile far ripartire le attività scolastiche esclusivamente in dad? Una scuola a distanza di un paio, al massimo tre settimane, sarebbe stata davvero tanto peggiore di quella che da lunedì sta andando in onda dalle Valle D’Aosta alla Sicilia?

In questo modo, forse, si sarebbe data la possibilità a tutti gli studenti assenti per causa di forza maggiore, perché in isolamento o in quarantena (e non solo quindi quelli fortunati per cui la loro scuola ha attivato la didattica integrata), di poter ripartire dalla pausa natalizia con un’attività didattica garantita se non al 100%, almeno ad una percentuale che ci si potesse avvicinare abbastanza. Troppo tardi per ripensarci?

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