Profumo: situazioni da ottimizzare

Bisogna intervenire sulle situazioni “non ottimizzate” nella ricerca e nell’universita’, nell’ambito del processo di revisione della spesa avviato dal Governo. L’ha evidenziato il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, interpellato a Cagliari a margine di un incontro sul bando “Smart cities”, a proposito dell’appello lanciato da un gruppo di docenti universitari e Legambiente al Governo per scongiurare un taglio alla ricerca di 210 milioni di euro in tre anni, a fronte di 400 milioni di euro attribuiti, invece, al trasporto del settore merci su gomma.

Bisogna intervenire sulle situazioni “non ottimizzate” nella ricerca e nell’universita’, nell’ambito del processo di revisione della spesa avviato dal Governo. L’ha evidenziato il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo, interpellato a Cagliari a margine di un incontro sul bando “Smart cities“, a proposito dell’appello lanciato da un gruppo di docenti universitari e Legambiente al Governo per scongiurare un taglio alla ricerca di 210 milioni di euro in tre anni, a fronte di 400 milioni di euro attribuiti, invece, al trasporto del settore merci su gomma.

“Qualche esempio: forse le troppe sedi dei centri di ricerca, forse le sovrapposizioni che ci sono fra gli uni e gli altri”, ha elencato il ministro in riferimento alle situazioni su cui intervenire che saranno oggetto degli incontri con gli enti vigilati dal Miur e con il presidente della Crui “per fare una fotografia dello stato della ricerca in Italia. E poi i processi ancora troppo cartacei e ancora troppo poco semplificati”. “Credo che dobbiamo lavorare per avere un sistema della ricerca piu’ capace di competere in Europa”, ha aggiunto Profumo. ”

Noi perdiamo circa 500 milioni l’anno, rispetto a quanto investe il Paese in ricerca in Europa. Quella e’ la priorita’. Dobbiamo pensare che la cosa pubblica deve essere un po’ gestita come la nostra famiglia. Nei momenti di difficolta’, prima di tutto, si spengono le luci, non si lasciano accese, anche se i nostri figli qualche volta le dimenticano. E noi dobbiamo insegnare loro ad andare in questa direzione”.

fonte: Agi

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