Preside vieta i tacchi a spillo davanti alla scuola. “Troppe cadute, ci dobbiamo tutelare”

Succede a Riccione: il preside ha fatto esporre un cartello con il divieto di indossare le scarpe con i tacchi alti. “Chi cade poi tenta di farci causa”.

Tacchi a spillo vietati a scuola. È quanto succede in un istituto scolastico di Riccione, centro nevralgico della movida estiva dell’Emilia-Romagna, dove un preside di un istituto comprensivo ha fatto affiggere dei cartelli con il simbolo del divieto e sotto la barra rossa il disegno di una scarpa da donna con il tacco. Stavolta però il divieto non fa riferimento a nessuna crociata sul look delle eventuali studentesse o con il tentativo di minare la loro libertà di scegliere la calzatura più adatta ma una semplice questione di “sicurezza”.

Pare che davanti all’ingresso della scuola, infatti, negli ultimi tempi si siano verificate una serie incredibile di cadute soprattutto da parte di mamme che nell’accompagnare le loro figlie a scuola siano inciampate sull’asfalto non proprio nuovissimo presente davanti all’ingresso della scuola. Cadute che, come conferma oggi al quotidiano locale Corriere Romagna il preside dell’istituto, hanno portato i malcapitati infortunati ad intentare una causa proprio nei confronti della scuola.

Tra di loro ci sono soprattutto mamme, ma anche personale scolastico e fornitori, che ogni giorno percorrono il pezzo di strada incriminato e ne escono spesso e volentieri con qualche acciacco di troppo. In alcuni casi le cadute hanno portato anche a traumi che hanno richiesto l’intervento dell’ambulanza o un passaggio al vicino pronto soccorso. Ma non è finita qui: una volta metabolizzata la caduta, le ultras dei tacchi a spillo avrebbero anche cercato di portare in Tribunale la scuola chiedendo anche un risarcimento non indifferente.

“È un’indicazione che diamo ai genitori, personale e fornitori, in quanto succedono infortuni di vario tipo. Per questo la scuola dà delle regole da rispettare da parte dell’utenza che accede al plesso – ha spiegato il preside Nicola Tontini – Non è la prima volta, infatti, che un genitore che accompagna il bambino a scuola inciampa e cade, e poi cerca di intentare una causa alla scuola”. Con il cartello di divieto, quindi, la scuola non si riterrebbe dunque responsabile di eventuali cadute con i tacchi a spillo. Basterà ad evitare le denunce degli avvocati?

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