Prandelli: “Al Paese serve un ricambio generazionale”

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Il calcio come la vita. Cesare Prandelli a tutto campo in un’intervista alla versione italiana dell’Huffington Post. L’allenatore della Nazionale, che aveva supportato pubblicamente Renzi durante le primarie, torna a parlare di sport e di Italia, e punta forte su un ricambio generazionale che coinvolga l’intero Paese: “Trovo preoccupante il fatto che un Paese non investa sul proprio futuro attraverso un percorso di formazione e di avvicendamento graduale basato su merito, competenze e qualità.  “Il ricambio generazionale è un aspetto che investe la totalità del sistema Italia. La domanda da porsi tutti insieme è: cosa facciamo di concreto nel nostro Paese per formare una classe dirigente? Senza ricambio, in tutti i settori della vita economica, politica e sociale, non c’è futuro”.

Prandelli tocca varie tematiche che vanno al di là dell’aspetto sportivo: è chiara, ad esempio, la sua posizione in merito ai diritti: “Omertà e discriminazioni di razza e genere esistono, e spesso sono frutto di una profonda ignoranza che bisogna contrastare con decisione. Come si combattono? Con modelli di comportamento governati dal buon senso che non lasciano spazio a posizioni militanti in un senso o nell’altro. Esistono persone, senza distinzione di genere, ed esistono forme di amore che meritano comunque rispetto”.

Non poteva mancare una battuta sulla reazione di Boateng ai cori razzisti: “La reazione di Boateng è stata comprensibile. A Mario in Nazionale accadde qualcosa del genere nel 2010, in Austria, in occasione di un’amichevole contro la Romania. Al termine di quella partita dissi che se fosse successo di nuovo, ci saremmo fermati per andare tutti insieme in campo ad abbracciarlo, giocatori e panchina. Lo penso ancora oggi”.

In ultimo, il commissario tecnico della Nazionale punta sui giovani e sulla loro formazione. “Chi ricopre delle responsabilità pubbliche ha il dovere della rettitudine e dell’esempio. Non ho una ricetta da dare, ma un’esperienza da condividere: la famiglia, la scuola, la fede e lo sport mi hanno dato tanto sotto il profilo educativo. Credo che si debba fare qualcosa di concreto affinché questi cardini tornino ad avere una centralità importante nell’educazione dei giovani”.

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