Pisa, sale la protesta a Ingegneria: “Causa collettiva per fermare i test”

Vogliono portare l’Università in tribunale. L’avvocato Michele Bonetti è già stato mobilitato e loro sono pronti a depositare un articolatissimo ricorso. Che sarà collettivo, perché danneggia – assicurano – almeno 500 studenti. «Ci rivolgeremo al Tar del Lazio – annunciano le sigle ‘Dritti a sinistra’ e ‘Unione degli universitari’ – con una richiesta di sospensiva urgente. Chiediamo che sia bloccato il provvedimento che a Pisa impedisce di sostenere gli esami accademici agli studenti di Ingegneria che nel test di autovalutazione iniziale hanno conseguito una votazione inferiore al valore fissato di anno in anno dalla facoltà».

Le facoltà a numero chiuso sono previste dalla legge, non se ne possono istituire altre. E ad Ingegneria, a Pisa, il numero chiuso non c’è, almeno in teoria. Il problema nasce con la disciplina della prova comune a tutte le facoltà di Ingegneria italiane, prevista anche dall’Università di Pisa con lo scopo di aiutare gli studenti a valutare la propria  preparazione nelle discipline di base e la propria attitudine agli studi di ingegneria. «Peccato che agli studenti che nel test conseguono una votazione inferiore al valore fissato di anno in anno dalla facoltà, ma anche agli studenti che si iscrivono senza aver sostenuto il test, vengano attribuiti obblighi formativi aggiuntivi nelle discipline di base propedeutiche alla formazione ingegneristica», attaccano da ‘Dritti a sinistra’.

«La conseguenza di tale provvedimento è che gli studenti ai quali sono stati attribuiti gli obblighi formativi aggiuntivi non possono sostenere alcun esame fino alla loro estinzione. Insomma, con vari stratagemmi si è resa a numero chiuso anche la facoltà di Ingegneria. Si incorre così in una grossa ingiustizia e in un’disparità di trattamento nei confronti di circa 500 studenti ai quali non è permesso di sostenere gli esami nonostante quegli stessi studenti paghino le tasse come tutti gli altri iscritti all’Università di Pisa».

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