Ottici, cuochi, camionisti ed esperti di cyber security: ecco i lavoratori introvabili dalle aziende

Più li cercano e meno li trovano: le aziende fanno davvero fatica a trovare determinate categorie di lavoratori. In qualche caso le imprese sono anche disposte ad accollarsi i costi di formazione pur di assumerli. Tra loro ci sono mestieri classici come i camionisti, cuochi e camerieri, e quelli più “moderni” come i tecnici per la sicurezza informatica e i costruttori delle reti digitali.

Quelli letteralmente introvabili sono i giuntisti, ovvero gli operai specializzati che collegano i cavi in fibra ottica per creare le reti o connettere gli edifici. Ma anche profili più classici come camionisti, ottici e camerieri in epoca post Covid sono diventati davvero “most wanted”: le aziende più ne cercano e meno ne trovano. Qualcuno dà la colpa al reddito di cittadinanza, che spingerebbe soprattutto i più giovani a non accettare lavori (spesso faticosi, usuranti e mal pagati) preferendo incassare il sussidio senza fare troppi sforzi. Altri però se la prendono con il mondo della formazione non perfettamente in grado di indirizzare e preparare adeguatamente a certi determinati lavori che oggi, appunto, sono diventati pressoché introvabili.

Si comincia con i tecnici della sicurezza informatica. L’esplosione dell’e-commerce da Amazon alla drogheria sotto casa che ha scommesso sulla spesa online a causa della pandemia, ha di fatto moltiplicato all’infinito la richiesta di questi profili che sono diventati indispensabili per la cosiddetta cyber security. Come ricorda il Corriere della Sera -Economia Accenture ha da poco aperto 300 posizioni per la divisione Security e per raggiungere la parità di genere in azienda entro il 2025 ha organizzato la Pink Academy, per favorire l’ingresso delle donne in posizioni che richiedono una formazione scientifica. Altre realtà interessate a questi profili: Deloitte, Price Waterhouse Coopers, Ey, Cisco, Microsoft.

Chi è abituato a viaggiare lungo le nostre autostrade si stupirà del contrario ma un altro profilo molto ricercato e spesso non trovato dalle aziende è quello del camionista. Un lavoro “tosto” per eccellenza, dove le ore passate sul proprio camion o tir si sprecano e spesso superano anche quelle di una normale giornata a cui siamo abituati noi comuni mortali. In Italia ogni anno c’è una carenza di autotrasportatori stimata, secondo la Conftrasporti, in almeno 20mila unità. Un “buco” che non è possibile colmare nemmeno davanti allo stipendio (che spesso si aggira attorno ai 3mila euro netti al mese) forse perché (e non tutti lo sanno) i costi di accesso non sono proprio irrilevanti: tra patente e corso di formazione servono circa 5mila euro anche se siamo arrivati al punto che spesso molte aziende sono anche disposte a farsene carico pur di trovare il personale necessario, che però deve avere minimo 21 anni anche se le imprese da tempo chiedono una revisione di questo requisito per portare l’età minima ai 18.

Un altro mestiere introvabile che non t’aspetti è quello del cuoco che spesso viaggia in coppia con quello del cameriere. Nonostante il lockdown abbia messo in ginocchio il settore della ristorazione, la graduale riapertura delle attività ha coinciso con la mancanza di specialisti del settore: manca il personale di sala e di cucina. Lavori, anche questi, molto faticosi perché si svolgono soprattutto quando tutti gli altri si divertono: serate e giorni festivi. Insomma, ci vuole tanta passione e una certa predisposizione a fare dei piccoli-grandi sacrifici. La difficoltà delle aziende a trovare il personale adeguato significa che non sono in molti disposti a farlo.

Ci sono poi i giuntisti, figure chiave per la realizzazione delle autostrade digitali previste dalla Gigabit Society, il piano europeo che ha come obiettivo la realizzazione, entro il 2025, di una copertura di rete di tutti servizi amministrativi, delle scuole e del trasporto pubblico con connessioni internet a un Gigabit al secondo. Ne mancano 15/16 mila e c’è la necessità di trovarli al più presto perché senza di loro è a rischio anche l’attuazione del Pnrr che prevede, oltre all’ammodernamento delle classiche reti di trasporto (ferrovie e autostrade) anche quelle digitali.

Chiudiamo con il caso degli ottici. Anche loro da qualche tempo sostanzialmente introvabili. Tanto che i marchi più prestigiosi del settore si stanno attrezzando per attirare giovani leve. Luxottica, per esempio, di recente ha lanciato una nuova edizione del programma Campus di Sailmoiraghi&Viganò dedicato ai migliori 70 neodiplomati in una delle scuole di ottica italiane. Si offre un contratto a tempo determinato con un premio di inserimento di 2.500 euro e poi un indeterminato ai migliori.

Insomma, la caccia è appena iniziata e stavolta conviene proprio fare di tutto per lasciarsi prendere…

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