Election day in Usa: anche a Roma si brinda per la vittoria di Obama

“Nonostante quattro anni difficili il presidente Obama ha risvegliato la speranza che lo aveva portato alla Casa Bianca”. Così l’ambasciatore americano David Thorne ha salutato la vittoria di Barack Obama, confermato per la seconda volta alla guida degli Stati Uniti. Il risultato è arrivato intorno alle 5 di questa mattina, dopo una notte passata incollati davanti allo schermo. A Roma l’Hotel Excelsior si è trasformato nel quartier generale italiano dell’Election Day, da lì l’Ambasciata americana ha fatto partire la maratona per seguire in diretta i risultati delle elezioni. “L’America decide”, il titolo della serata e l’hashtag infiammato su Twitter.

Sugli schermi un continuo zapping tra canali italiani e statunitensi per scovare l’ultimo sondaggio, quello più aggiornato, mentre nella cartina interattiva gli Stati continuavano a colorarsi di rosso o di blu. Mano a mano si sono tinti di democratico i Paesi in bilico come New Hampshire, Iowa e Wisconsin, ferma al pareggio, invece, è rimasta la Florida. Fiato sospeso fino a quando il blu ha riempito i confini dell’Ohio, decretando la vittoria definitiva di Obama su Romney. A Chicago è esplosa la festa e a Roma si è brindato, in un’atmosfera che fin dall’inizio profumava di un sentimento pro-Barack.

“Nel corso della campagna – ha detto l’ambasciatore Thorne – il presidente Barack Obama e il governatore Mitt Romney hanno presentato visioni molto diverse sul futuro dell’America. Hanno discusso di questioni importanti, dall’economia al ruolo del governo, dalla sanità ai diritti delle donne e alla posizione del nostro Paese nel mondo. Ed oggi l’America sceglie il suo futuro”. E l’America ha scelto di dare ancora fiducia al presidente uscente, nonostante le polemiche sul modo in cui ha affrontato la crisi economica più pesante degli ultimi decenni.

Non c’è stato solo entusiasmo, nel discorso di Thorne è emersa anche un’analisi lucida della sfida elettorale che “è stata caratterizzata da tre elementi chiave: il costo, il voto in anticipo e i social media. Si stima che siano stati spesi più di 6 miliardi di dollari. È una cifra davvero eccessiva! Spero che troveremo il modo per controllare la spesa e tornare a pensare meno ai soldi e più alle idee. […] Questo è un momento pulsante non solo per la democrazia americana, ma anche per l’Europa, in quanto insieme dovremo trovare le migliori soluzioni per superare l’attuale crisi economica e tornare a crescere”.

 di Valentina Bicchiarelli

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