Quarantena, cambia il protocollo a scuola

Non saranno i dirigenti scolastici, a meno di casi eccezionali legati all’urgenza, a disporre la sospensione delle lezioni per una classe dove è stato individuato un caso positivo, ma le autorità sanitarie.

A distanza di tre settimane dalla divulgazione della bozza, finalmente “tra oggi e domani sarà approvato dal governo il nuovo protocollo per la scuola”: lo annuncia il sottosegretario della Salute, Andrea Costa, a Radio 24.

L’obiettivo, ha aggiunto, “è mantenere la scuola in presenza limitando al minimo la Dad”. L’elemento chiave è che scatterà “la didattica a distanza solo in caso di tre persone positive in una classe, la quarantena automatica dopo un solo caso non scatta più”.”

Chi fa scattare la quarantena

Non saranno i dirigenti scolastici, a meno di casi eccezionali legati all’urgenza, a disporre la sospensione delle lezioni per una classe dove è stato individuato un caso positivo, ma le autorità sanitarie.

Lo stabilisce la nuova bozza del documento “Indicazioni per l’individuazione e la gestione dei contatti di casi di infezione da Sars-Cov-2 in ambito scolastico”, messo a punto dai ministeri della Salute e dell’Istruzione, con l’Iss e le Regioni, che dovrebbe avere il via libera nelle prossime ore. Solo “nel caso in cui le autorità sanitarie siano impossibilitate ad intervenire tempestivamente o comunque secondo la organizzazione di regione/P.A. o Asl”, specifica il testo, “il dirigente scolastico venuto a conoscenza di un caso confermato nella propria scuola è da considerarsi quindi autorizzato, in via eccezionale ed urgente, a sospendere temporaneamente le attività didattiche nella classe/sezione/gruppo e a trasmettere l’avvio delle misure previste dal presente protocollo, sia per i bambini/alunni che per gli insegnanti che sono stati a contatto con un caso Covid-19 confermato (nelle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi o all’esecuzione del test diagnostico se asintomatico), in attesa della formalizzazione da parte del DdP”.

Allo scopo, la nuova bozza sottolinea come sia “opportuno che in ogni ASL siano identificati dei referenti per ogni scuola” che “possano intervenire tempestivamente supportando il dirigente scolastico» e facendo scattare in via prioritaria i test “da eseguire subito ai contatti stretti”.

Asili nido e nelle scuole dell’infanzia

Per i servizi per bambini da 0 a 6 anni, in caso di alunno positivo, i bambini dovranno stare in quarantena tutti per 10 giorni, ed effettuare un test al termine. Gli insegnanti e gli altri operatori scolastici che hanno svolto attività in presenza nel gruppo del positivo rispetteranno una quarantena che va da 7 a 10 giorni se si è vaccinati (nel primo caso) o no. Altre sezioni della scuola non dovranno fare niente. Nel caso in cui a risultare positivo sia invece un educatore o un operatore, gli alunni dovranno sempre stare in quarantena per 10 giorni, mentre gli educatori, se vaccinati o negativizzati nei sei mesi precedenti, non dovranno rispettare quarantena, ma solo sottoporsi ad un test, da ripetere dopo 4-5 giorni.

Se invece non sono vaccinati 
né hanno mai contratto il Covid, dovranno rispettare la quarantena e, prima di rientrare dopo 10 giorni, sottoporsi ad un tampone. Gli altri operatori scolastici che hanno svolto attività interrelate al gruppo del positivo, o altre sezioni o gruppi della stessa scuola, non dovranno fare niente, purché siano state rispettate le norme anti contagio.

Se un alunno è positivo cosa accade?

Cambia la gestione per le scuole primarie e secondarie. In caso di positività di uno studente, gli alunni che hanno frequentato la stessa classe del caso positivo, sono sottoposti a tampone: se negativi, possono restare in classe, ripetendo il tampone a distanza di 4-5 giorni.

Da sottolineare che l’Iss specifica che il tampone va fatto “appena possibile” e “comunque nelle 48 ore successive all’identificazione del caso indice”. In caso di un’ulteriore positività, gli alunni vaccinati o negativizzati negli ultimi sei mesi saranno sorvegliati con i test, gli altri dovranno andare in quarantena. Se si trovano altri due casi positivi oltre al primo, scatta la quarantena per tutta la classe.

Cosa devono fare invece gli insegnanti? I docenti che hanno svolto attività nella stessa classe del positivo, e sono vaccinati, sono sottoposti a tampone, possono rientrare a scuola subito se negativi; se non vaccinati o negativizzati negli ultimi sei mesi, andranno in quarantena. Per i primi il tampone si ripete dopo 4-5 giorni, per gli altri dopo dieci. Se dai test emerge un altro positivo, i vaccinati saranno monitorati con i tamponi, gli altri andranno in quarantena. Scatta anche qui la quarantena per tutta la classe se c’è un terzo caso. Gli altri operatori scolastici che hanno svolto attività nella classe del positivo, vengono semplicemente tenuti sotto controllo con un tampone, da ripetere dopo 4-5 giorni. Mentre le altre classi non sono interessate dalla procedura.

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