Maturità, le lettere degli studenti: “Ecco l’istruzione che vorremmo”

“La nostra generazione, dopo anni di dad, non è nelle condizioni di tornare a un esame di maturità “normale” come quello che hanno affrontato gli studenti e le studentesse nel 2019”

Dopo le mobilitazioni sula maturità il quotidiano La Repubblica ha aperto un canale con gli studenti, “dietrolalavagna”, a cui inviare i propri pensieri su istruzione e la scuola che i ragazzi vorrebbero. Ecco alcuni scritti inviati dagli studenti.

Due anni di studi troppo frettolosi

Noi studenti siamo una delle categorie che ha risentito di più degli effetti di questa pandemia a livello psicologico e a livello scolastico. Siamo stati strappati violentemente, dalla normale didattica e catapultati in un mondo filtrato da uno schermo. La decisione di riproiettarci in una maturità “normale”, come se tutto fosse passato è una decisione da rivedere. Per lo svolgimento di una seconda prova non si possono trascurare gli anni di una preparazione in Dad, di programmi svolti a tratti a distanza e a tratti in presenza frettolosamente. (Guglielmo Costantini)

Scuola ponte per il futuro

La sfida che abbiamo di fronte è quella di non sprecare l’opportunità di cambiamento che ci offre la pandemia, a partire dai fondi. È necessario mettere a norma e ampliare istituti e aule, rendendo le scuole moderne ed ecosostenibili. Bisogna valorizzare gli studenti, permettendo loro ad esempio di ottenere sempre di più borse di studio e scambi con l’estero. E promuovere la formazione tecnologica del corpo docente emersa con la Dad. La scuola dev’essere un luogo di crescita e sviluppo culturale e interpersonale, un ponte per il futuro. (Martino Bertocci)

Gli istituti investano sulla nostra salute psicologica

Vorrei una scuola aperta, che sappia ascoltare le nostre proposte e trasformarle in qualcosa di concreto, una scuola che capisca finalmente il vero significato di quello che abbiamo passato. Vorrei un percorso didattico riformato dopo due anni di pandemia, altrimenti che differenza c’è tra un maturando 2022 uno di dieci o vent’anni fa? Vorrei che si investisse sulla salute psicologica e sul benessere della persona, oltre che sull’edilizia scolastica: se non stiamo bene noi come possono pensare di poterci far vivere al meglio la scuola? (Anna Maria Gallo)

La normalità non c’è la Maturità sia diversa

L’esame di maturità per come è strutturato ora non permette di valorizzare gli studenti e le studentesse alla fine del loro percorso di studi alle scuole superiori. La nostra generazione, dopo anni di dad, non è nelle condizioni di tornare a un esame di maturità “normale” come quello che hanno affrontato gli studenti e le studentesse nel 2019, poiché noi ad una “normalità” non ci siamo ancora tornati e non abbiamo le competenze e le capacità di recuperare le nostre carenze e lacune, dovute a questo lungo periodo di pandemia, in pochi mesi. (Margherita Fantini)

Con i fondi del Pnrr riqualificate le scuole

I fondi del Pnrr dovrebbero essere impiegati nella messa in sicurezza e nella riqualificazione delle scuole: sono molte le criticità da risolvere, dai crolli all’inadeguatezza degli spazi disponibili anche per via delle norme anti-Covid per le classi più numerose. Parte di essi dovrebbero, inoltre, esser destinati all’offerta di sportelli psicologici: a causa della Dad e della pandemia lo stress, le difficoltà di concentrazione, i disturbi del sonno e alimentari sono aumentati. Serve uno psicologo fisso, garantito e accessibile in ogni scuola per tutti e tutte. (Dalila Cardone)

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