Mancini, più credibilità alle università italiane

Il primo confronto a cui l’Università è chiamata a rispondere – secondo il presidente della Crui, Marco Mancini, – è quello con l’esterno, con il Paese  da sempre,  “sfiduciato se non addirittura ostile verso il mondo universitario”. “Pronti ad accettare questa sfida rimettendosi in discussione e rivedendo gli assetti consolidati,  gli atenei  – spiega il presidente – sono tra le pubbliche amministrazioni quelle che si sono riformate con più efficacia, che hanno accettato la rivoluzione copernicana della valutazione, ormai a un punto di svolta con la creazione dell’agenzia di valutazione: l’Anvur”.

Il sistema di ristrutturazione in base alla legge 240 risulta non facile, ha spiegato Mancini  durante il seminario  “Atenei: costruire le nuove identità, “non per chissà quali poteri consolidati o per chissà quali interessi ma semplicemente perché occorre mettere mano a strutture di governance fondate su una architettura legislativa che è vecchia di 40 anni e che è cresciuta in modo disordinato ed irrazionale”. Su questa infatti si è incardinata l’autonomia delle università, che non è mai stata realmente razionalizzata mediante un processo di adeguamento normativo. “Ora questo adeguamento lo abbiamo, è legge dello stato e dobbiamo applicare la riforma al meglio. Questa è la sfida a cui noi siamo chiamati”.

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