L’Università Alma Mater accorda il congedo matrimoniale anche alle coppie gay

congedo matrimoniale

Uguali diritti alle coppie omosessuali. A dichiararlo questa volta non è un gruppo di attivisti, ma l’Università Alma Mater di Bologna e lo fa con i fatti. Per la terza volta in un anno, infatti, l’Ateneo bolognese ha concesso il congedo matrimoniale ad un suo dipendente omosessuale.

Si tratta di quelle due settimane retribuite che spettano a coloro che si sposano per andare in viaggio di nozze. In questo caso è toccato ad un ricercatore che, dopo essersi spostato all’estero, è tornato in Italia dove l’Università Alma Mater gli ha concesso, senza lungaggini burocratiche e senza porre alcuna particolare difficoltà, il congedo generalmente riservato solo alle coppie tradizionali.

Non si tratta però di un caso isolato: un anno fa lo stesso Ateneo aveva accordato il congedo matrimoniale ad un’altra coppia gay, la prima in Italia ad ottenere un simile beneficio da un ente pubblico, e solo la scorsa primavera era toccato ad una coppia lesbica.

Grande soddisfazione è stata espressa dal mondo omosessuale, in particolare il senatore del Partito Democratico, Sergio Lo Giudice, anche lui costretto a sposare l’uomo che amava all’estero “Io sono un insegnante. Quando mi sono sposato ho fatto richiesta al ministero dell’Istruzione per avere il congedo matrimoniale, ma me l’hanno negato. Mentre lo Stato continua a ignorare queste persone, sono la società e la giustizia che, un pezzo alla volta, affermano questi principi di eguaglianza”.

Total
0
Shares
2 comments
Lascia un commento
Previous Article

I ricordi? Si ereditano dai nonni

Next Article

Rapporto Ocse Pisa: studenti italiani al di sotto della media europea. Ma il Triveneto è al top in matematica

Related Posts
Leggi di più

Rientro dei cervelli in fuga, la ministra Messa ci crede: “Abbiamo messo sul piatto 600 milioni di euro”

In Senato la ministra dell'Università ha confermato l'importante stanziamento del Governo grazie ai fondi del PNRR riguardo al programma di rientro dei ricercatori italiani che sono andati a lavorare all'estero. E sul no della Gran Bretagna per il visto speciale per i nostri laureati: "Noi siamo diversi da loro e accogliamo chiunque abbia le capacità di innovare".