LO STUDIO: Laureati in fuga dagli albi. Aumentano invece geometri, periti agrari e periti industriali

Aumentano gli agrotecnici. “Laureati in fuga dagli Ordini? Per molti albi e’ cosi’, ma non per quello degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati che, in controtendenza, continua a crescere. Lo dicono i dati relativi agli esami abilitanti 2013, diffusi oggi, che vedono una ulteriore crescita dei candidati (+4,03%), dopo l’eccezionale risultato dell’anno precedente (dove la crescita era stata del 18%)”. E’ quanto si legge in una nota del Collegio nazionale degli agrotecnici e agrotecnici laureati.

“Il risultato e’ significativo -continua la nota- in particolare se confrontato con quello di altre categorie professionali che, in ogni settore, segnano vistosi segni ‘meno’. Per il momento, sono disponibili i dati definitivi di tre albi: geometri -15% (passano dai 10.157 candidati del 2012 agli 8.600 del 2013); periti agrari -9% (passano dai 406 candidati del 2012 ai 370 del 2013); periti industriali -20% (passano dai 2.178 candidati del 2012 a poco piu’ dei 1.700 del 2013)”. “Sono simili anche i dati degli altri albi, che hanno due sessioni di esame nell’anno e i cui dati definitivi potranno percio’ conoscersi solo a fine 2013 (per ora sono noti solo i dati parziali della prima sessione d’esame); sin d’ora, pero’, la situazione di insieme rivela -sottolineano gli agrotecnici- una generalizzata disaffezione (per molti motivi, non ultimo la crisi economica) dei giovani dagli albi professionali, che era risultata gia’ evidente nel 2012”.

“Con, appunto, la sola eccezione -spiegano gli agrotecnici- dell’albo degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati, i cui positivi risultati si basano su semplici ma fondamentali elementi: l’attenzione ai problemi degli iscritti, in particolare dei piu’ giovani; il costante intervento a loro difesa in tutti quei casi in cui le competenze professionali sono lese o negate; la creazione di cooperative e altre strutture che funzionano come ‘incubatori di lavoro professionale’, cosi’ consentendo a molti neo-iscritti di potersi misurare con l’attivita’ libero-professionale in un ambiente protetto; una quota di iscrizione all’albo che e’ la piu’ bassa del settore; una cassa di previdenza solida, che richiede solo la contribuzione minima (lasciando pagamenti di importi superiori alla libera scelta degli iscritti) e che, da due anni, ha l’obiettivo di rivalutare i versamenti dei ‘previdenti’ del 50% in piu’ rispetto a quanto previsto per legge; la sostanziale eliminazione del tirocinio professionale (cosi’ come auspicato anche dall’Antitrust) tramite specifiche convenzioni con le facolta’ universitarie, che consentono di svolgere direttamente il praticantato professionale prima del conseguimento della laurea (ad oggi i corsi di laurea convenzionati sono 138, presso 43 diverse facolta’)”.

“La conferma dei risultati gia’ ottenuti nel 2012 -ha dichiarato Roberto Orlandi, presidente nazionale dell’Albo- sono il miglior premio che ci potevamo attendere per il lavoro svolto in questi anni. La fiducia che tanti giovani donne e giovani uomini hanno riposto nell’albo degli agrotecnici e degli agrotecnici laureati ci responsabilizza e faremo di tutto per non deluderla”. “L’albo -ha sottolineato- continuera’ la politica attiva di costruzione di una categoria aperta, attenta alle esigenze degli iscritti e impegnata a determinare le migliori condizioni e opportunita’ di lavoro professionale dove, nel fare questo, dedicheremo ogni energia nel potenziamento delle strutture gia’ oggi esistenti e nella ricerca di partnership, anche con soggetti esterni al mondo delle professioni

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Sigarette parlanti per far smettere di fumare

Next Article

Rapporti sessuali occasionali, chi li preferisce è più debole psicologicamente

Related Posts
Leggi di più

Anche gli USA promuovono la mascherina: boom di casi dove non è obbligatoria

Le scuole senza obbligo hanno oltre 3 volte più probabilità di subire un focolaio rispetto alle altre: il dato arriva da una ricerca effettuata dai Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) degli Stati Uniti. Il sottosegretario Sileri: "Sulle quarantene aspettiamo il Cts".