“Io, da 25 anni insegnante, sono stanca di essere trattata come una missionaria”

“La scuola con il passare degli anni è stata violentata”. Non usa mezzi termini Maria Simarò, docente di ruolo da oramai 25 anni. E’ amareggiata, e non lo nasconde. Al Corriere dell’Università ha voluto raccontare la sua storia, quella di una vita passata tra i banchi, tra delusioni e soddisfazioni.

Da quanto tempo lavora nella scuola e com’è cambiato, secondo lei, il mondo scolastico durante gli anni?

Sono entrata di ruolo o per meglio dire a contratto a tempo indeterminato nel 1987 nella scuola media come vincitrice di concorso ordinario bandito nel 1895. Era la scuola della legge n.517 che ha sancito l’inserimento dei ragazzi diversamente abili, la scuola della programmazione, del tempo prolungato, dei nuovi programmi della scuola primaria e della nuova scheda di valutazione. La scuola (soprattutto la scuola primaria e la scuola sec. di I°) era un laboratorio; quanto abbiamo lavorato per la nuova scheda, quanto abbiamo scritto in quelle pagine: quadro 1, quadro 2, quadro 3, quadro 4 (sempre a mano).

Noi docenti mai ci siamo tirati indietro, ore di lavoro che nessuno ha mai riconosciuto, salvo dire che noi insegnanti lavoriamo poco, abbiamo troppe vacanze. Arriviamo al 2000, al regolamento sull’autonomia, con il preside che diventa dirigente: ci riempiono la testa dicendo che adesso la scuola e noi insegnanti non siamo un’entità fuori dal mondo ma insieme alle altre realtà locali (enti locali, associazioni) concorriamo alla formazione del cittadino (e prima cosa facevamo?).

Nel 2001, poi, le Rsu, i rappresentanti sindacati unitari che devono contrattare con i DS il fondo d’istituto, i finanziamenti che servono per ampliare l’offerta formativa della scuola: funzioni strumentali, progetti, commissioni ecc. quindi riconoscimento economico agli impegni extra del corpo docente. Per carità non tutto è stato positivo, il fondo è stato fondamentale ma col tempo ha portato la scuola a sfornare progetti consentendo soltanto a pochi che io definisco le “lobby della scuola” ad usufruire dei finanziamenti.

Il suo discorso è chiaro. Cos’è accaduto negli anni recenti nel mondo dell’istruzione?

Nel 2002/2003 arriva la Moratti, viene ridefinito il tempo scuola: ore obbligatorie, ore opzionali, viene inserita nel curricolo una seconda lingua obbligatoria. Prima nelle classi a tempo prolungato c’erano 5 ore di una lingua straniera adesso in tutte le classi ci sono tre ore d’inglese (obbligatorie) e due di seconda lingua. Le classi a tempo prolungato diminuiscono e con la riforma Gelmini aumenta il numero degli alunni nella singola classe. Praticamente tutte quelle attività (educazione alla legalità, educazione ambientale, attività di recupero per gli alunni con difficoltà, attività di potenziamento per gli alunni dotati, corsi d’italiano per i ragazzi stranieri) scompaiono.

Lei parla di tagli alla scuola. Quali sono stati gli effetti?

Tagli e tagli in questi ultimi anni senza alcun criterio. Non arrivano fondi per i corsi d’italiano agli stranieri (ci siamo ridotti a chiedere ai docenti in pensione o a volontari un aiuto per questi ragazzi) come si fa con classi con 26/28 alunni tra cui con DSA, diversamente abili, stranieri e genitori che arrivano urlando e difendendo sempre i loro figli e dirigenti che sono diventati burocrati e onnipotenti?

Eppure la scuola ha provato a stare al passo coi tempi.

Non dimentichiamo il caso del registro elettronico che a settembre è entrato in molte scuole senza che il Miur avesse inviato alcuna nota. Intanto i DS l’hanno fatto passare obbligatorio e nonostante le critiche, le richieste di alcuni docenti nessuna risposta è arrivata. Se ne sono lavati le mani. Solo parole, tanto siamo una categoria di “masochisti”, di “missionari”. *

Qual è il suo attuale rapporto con la scuola?

Io ho 240 alunni, ormai il mio fine settimana è dedicato alla correzione delle verifiche, quando rientro a casa almeno due ore sono per la preparazione delle attività e delle schede individuali. Ho 55 anni, da due anni ho il diabete (non sono un caso raro). Sì, la scuola è stata violentata da tutti quei ministri a cominciare da Luigi Berlinguer, dalla Moratti (la Scuola delle tre I:inglese impresa, informatica; l’informatica è scomparsa come ora dal curricolo della scuola media.), dalla Gelmini, da Profumo, dalla Carrozza che non sapeva niente della decisione di Saccomanni.

Perché parla di scuola violentata?

E’ stata violentata anche con la nostra complicità, siamo “missionari” come dicevo prima.

Che ne pensa dell’ultima vicenda che ha coinvolto gli insegnanti, quando si parlava di stipendio decurtato?

La questione dello stipendio decurtato è una vergogna, i sindacati lo sapevano. Preciso che l’aumento ha riguardato solo quei docenti che maturavano lo scatto nel 2011 e nel 2012. Tremonti aveva bloccato lo scatto d’anzianità (unica categoria tra i dipendenti pubblici), contratto bloccato dal 2009, docenti che hanno maturato i 40 anni di servizio nel corso del 2012 non son potuti andare in pensione. Nel 2013 il fondo è stato decurtato di un terzo e ci è stato detto che sarebbe servito per gli scatti d’anzianità. Invece Babbo Natale ci regala la beffa. Solo con noi docenti succede.

Il mondo della scuola può e deve riprendersi.

Mi auguro che i miei colleghi possano aprire gli occhi. E’ il momento di dirlo chiaro e tondo a quei politici votati quasi sempre dalla categoria. Propongo il boicottaggio delle prossime elezioni europee con tanto di lettere ai giornali e ai segretari di partito, disdetta ai sindacati (io per prima che ho militato in sindacato). Il mondo scolastico si può risollevare solo con una presa di consapevolezza del ruolo del docente nell’attuale realtà, non siamo missionari ma professionisti preparati nella nostra disciplina e capaci anche di discutere di economia, di legalità, di felicità; non possiamo riempire le teste dei nostri ragazzi di soli contenuti ma dobbiamo educarli al pensiero critico.

Il problema italiano non è solo economico ma sociale, culturale. Nella vita di tutti giorni la scuola esiste e resiste grazie a noi docenti che entriamo in classe e dimentichiamo le altre questioni davanti ai nostri ragazzi che arrivano a volte con storie più grandi di loro.

 

* Va precisato che il registro elettronico è obbligatorio, ai sensi del Decreto n.95/2012 in Legge 135/2012 (e della relativa proroga al 1/09/2013 della Nota MIUR n. 1682/10/2012).

Raffaele Nappi

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  1. Dopo tanti anni dati alla scuola mi sono ammalata seriamente e x avere una pensione decente devo lavorare ancora malgrado le sofferenze fisiche e psichiche in parte causate da decenni di supplenze. Io amavo il mio lavoro ho scelto l insegnamento anche perché lo avevo nel sangue. MIO PADRE É QUASI MORTO A SCUOLA.Dopo neanche un anno di pensione é tornato lassù. Sinceramente io amavo la vecchia scuola quella De Amicisiana della maestra unica.Gli altri credono che introducendo un nuovo sistema con più docenti i Bambini apprendono meglio e di più. Ma quale prova abbiamo colleghi…Non dimentichiamo che dalla Vecchia scuola sono usciti valenti scrittori saggisti e poeti.E allora c era la maestra unica .
    Che preparava con calma e saggezza la sua lezione.senza guardare l orologio come si fa oggi.

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