Linee guida su tirocini formativi: conferenza Stato-Regioni

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Sta forse per arrivare alla conclusione la vicenda dei tirocini formativi, dopo che l’11 dicembre scorso la Corte Costituzionale si è pronunciata per la seconda volta sul sistema di ripartizione di competenza Stato-Regioni sul tema, sancendo l’illegittimità dell’articolo 11 del decreto legge 138 del 2011, nel definire i ‘Livelli essenziali per l’attivazione dei tirocini’, e ribadendo, invece, la competenza regionale esclusiva sul tema.

Le Regioni, tuttavia, si dicono “disponibili a trovare un’intesa con lo Stato sottoscrivendo linee guida condivise, anche se in linea teorica queste linee guida, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, non sarebbero necessarie”, spiega a Labitalia Gianfranco Simoncini, assessore regionale toscano alle Attività produttive, lavoro e formazione e coordinatore degli assessori regionali al Lavoro.

Simoncini annuncia, infatti, che “il prossimo 24 gennaio andranno in Conferenza Stato-Regioni le linee guida previste dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero, e noi abbiamo manifestato la disponibilità ad accogliere un quadro di riferimento, anche se alcune Regioni come la Toscana hanno già provveduto a normare la materia”. Condizione indispensabile per l’intesa, però, è “che sia tolto il riferimento alla gratuità dello stage nei primi mesi di svolgimento”.

“Le linee guida -aggiunge Simoncini- sono definite al 99%: siamo solo in disaccordo sul punto che prevede la gratuità per il tirocinio e dunque, se questo punto verrà rimosso, ci sarà un’intesa Stato-Regioni, altrimenti ci sarà un’intesa solo tra Regioni”.

La situazione in materia di regolamentazione di tirocini formativi e orientamento è piuttosto variegata: attualmente 8 Regioni (Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Piemonte, Toscana, Trento, Veneto) hanno una normativa compiuta in materia di tirocini formativi, mentre 6 (Bolzano, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Molise, Sicilia) dispongono di una regolamentazione incompleta e 5 (Basilicata, Calabria, Marche, Puglia, Sardegna, Umbria e Valle d’Aosta) non hanno ancora adottato o attuato alcuna norma in materia.

E a chi teme il vuoto normativo dopo la sentenza della Corte Costituzionale, che riconosce solo alle Regioni la competenza in materia, Simoncini risponde: “Il vero vuoto normativo c’era con quelle forzature sbagliate previste nella norma che la Corte ha bocciato”.

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