L’India dei matrimoni combinati, tra tradizione e libertà

Nonostante la legge indiana abbia abolito la divisione in caste per la scelta matrimoniale, l’adesione a tale principio è ancora radicata nelle classi meno abbienti, poiché senza il sostegno della famiglia, per una coppia di giovani, il matrimonio “libero” è arduo da sostenere.

Il cinema, la narrativa ed il teatro, spesso hanno raccontato la tradizione del matrimonio combinato in India, contribuendo ad alimentare l’immaginario collettivo occidentale su una realtà poco conosciuta.  Un sopruso alla libertà individuale o tradizione millenaria?

Ne abbiamo parlato con Giorgio Milanetti, professore straordinario di lingua e letteratura hindi (Sapienza Università di Roma). “ Se si leggono le inserzioni domenicali dei quotidiani, ci si imbatte in innumerevoli annunci matrimoniali, abitudine del resto confermata dal florilegio di siti Internet sul tema” afferma Milanetti. Tra i dati richiesti per la scheda online da compilare, oltre la casta e religione, la tipologia dell’inserzionista:  me stesso, fratello, padre… Spesso, sono i genitori a ricercare il profilo di sposo/sposa in accordo con la cultura familiare. La società indiana  è basata sulle caste, che indicano il gruppo familiare, inteso come comunità. L’appartenenza alla casta, si basa essenzialmente su due elementi: il mangiare ed il matrimonio. Mangiare e sposarsi  tra caste diverse non è ammissibile e la funzione del matrimonio rivela essenzialmente un accordo tra due famiglie per un reciproco vantaggio. La famiglia della sposa è portatrice di un’importante dote. La ragazza che “viene fatta sposare”, diventa oggetto della famiglia dello sposo.

Nonostante la legge indiana abbia abolito la divisione in caste per la scelta matrimoniale, l’adesione a tale principio è ancora radicata nelle classi meno abbienti, poiché senza il sostegno della famiglia, per una coppia di giovani, il matrimonio “libero” è arduo da sostenere. La situazione cambia notevolmente a seconda se del contesto cittadino o rurale. Nelle città, i giovani istruiti e benestanti  vivono una realtà che gli consente una maggiore  indipendenza ed in particolare, “l’emancipazione” è strettamente collegata  all’incremento dell’occupazione femminile. Soprattutto all’estero cresce la percentuale di matrimoni misti, nello specifico, tra indiani e donne occidentali. Un paese immenso, dal retaggio coloniale e dalla forte economia emergente, in cui è ancora netto il divario tra contesto urbano e campagna, viene analizzato in modo completo nel libro “L’elefante ha messo le ali. L’India del XXI secolo”, di Antonio Armellini. Invitiamo le giovani generazioni a confrontarsi con una lingua (hindi) ed un cultura , con un posto sempre più preponderante nel panorama internazionale.

Amanda Coccetti

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