L’idea di una startup: “Un respiratore innovativo proposto anche a Piacenza”

L’innovazione guarda alla lotta contro il Coronavirus. Gli ingegneri delle startup emiliane Omnidermal e Pbl hanno ideato un prototipo di respiratore moderno e particolarmente adatto a mantenere in vita i malati gravi da Covid-19 che attendono di ricevere le cure in terapia intensiva. L’apparecchio aspetta solo di essere collaudato definitivamente in un ospedale coinvolto dall’allerta sanitaria. Lo spiega il piacentino Giacomo Zermani, direttore tecnico di Pbl: “Abbiamo proposto il respiratore anche all’Asl della nostra provincia. Siamo in contatto con il commissario nazionale per l’emergenza Arcuri, nei prossimi giorni ne sperimenteremo l’utilizzo nei nosocomi di Torino e Bologna”.

Questo dispositivo ultra-tecnologico è stato sviluppato nell’arco di una decina di giorni, unendo energia e competenze tecniche di un gruppo di ricercatori under 40: “Si tratta di un respiratore – chiarisce Zermani – che funge da ponte fra la sala d’aspetto e la terapia intensiva. Fra le altre cose, questo strumento permette di selezionare una pressione specifica sul paziente e dispone di una modalità assistita che consente di riabilitare la respirazione naturale nelle ultime fasi del percorso clinico”. Il direttore tecnico di Pbl puntualizza che “ad oggi c’è una forte carenza di questa tipologia di apparecchiatura”. Il respiratore creato dalle startup emiliane (per ora testato solo sui manichini) ha un valore di circa quattromila euro: “Pensando in larga scala – aggiunge il piacentino – sarebbe possibile produrne un centinaio alla settimana, migliorando nettamente il lavoro quotidiano degli operatori sanitari impegnati contro il Covid-19”.

libertà.it

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