Lezioni da 2 milioni l’anno

La riforma Gelmini non smette mai di far discutere, che si tratti di tagli o di finanziamenti. L’ultimissima da Roma ha colto tutti un po’ impreparati: dieci milioni per “istruire” gli enti locali sul futuro federalismo.

La riforma Gelmini non smette mai di far discutere, che si tratti di tagli o di finanziamenti. L’ultimissima da Roma, infatti, ha colto tutti un po’ impreparati: dieci milioni di finanziamento per “istruire” gli enti locali sul futuro federalismo fiscale del Paese.

La legge, all’articolo 28 del decreto, stabilisce: “il Ministro può concedere contributi per il finanziamento di iniziative di studio, ricerca e formazione sviluppate da università pubbliche in collaborazione con le regioni e gli enti locali. Possono accedere alle risorse università pubbliche, private, fondazioni tra università ed enti locali, anche appositamente costituite (…) in numero massimo di due sul territorio nazionale, di cui una avente sede nelle aree delle regioni dell’obiettivo uno”.

La somma sarà quindi distribuita ad un ateneo del nord e uno del sud e s’intende suddivisa in due milioni all’anno per cinque anni. Per il momento, però, non c’è dato conoscere i beneficiari poiché nel testo si apprende che entro 120 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto oltre ad esser stabiliti i criteri e le modalità di attuazione saranno individuati anche i riceventi.

Nessuna gara, nessun bando, nessun concorso pubblico. Bisogna dire che strutture idonee a questo fine esistono eccome: la scuola superiore della pubblica amministrazione con sedi a Caserta, Acireale, Reggio Calabria, Bologna oppure la ex Ezio Vanoni, scuola superiore di economia e finanza ma l’articolo è passato con gran successo anche grazie ai voti Pd proprio poco prima della bocciatura all’emendamento di Tabacci e Calgaro che indirizzava venti milioni di euro (dai rimborsi elettorali destinati alle casse dei partiti) alle buste paga dei ricercatori universitari che, come già noto, hanno subito più di 830 milioni di euro di tagli.

Martina Gaudino

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