Le frontiere del corpo

In un periodo storico in cui corpo è al centro di discussione e analisi sociali e culturali, appare quanto mai attuale, il tema del VI seminario della Scuola delle Donne Pedagogiste che si svolgerà a Livorno dal 23al 25 settembre 2010…

In un periodo  storico in cui corpo (in particolare quello femmnile) è al centro di discussione e analisi sociali e culturali, appare quanto mai attuale, il tema del VI seminario della Scuola delle Donne Pedagogiste che si svolgerà a Livorno dal 23al 25 settembre 2010, presso il polo decentrato alla Facoltà di Scienze della Formazione: Le frontiere del corpo-mutamenti e metamorfosi.
Sarà un momento di riflessione unico in Italia che vedrà docenti universitari delle più prestigiose università italiane impegnati a dare il loro contributo al dibattito sul corpo che nel nostro Paese negli ultimi anni ha acquisito una forte centralità sia nell’ambito degli studi culturali (sociologia, antropologia, pedagogia, filosofia), sia sotto il profilo mass-mediatico.
Le problematiche suscitate dal documentario di Lorella Zanardo (“Il corpo delle donne”, 2009), così come le puntualizzazioni espresse dalla filosofa Michela Marzano (“Sii bella e stai zitta”, 2010) garantiscono notevoli elementi ad una riflessione alla quale la pedagogia vuole offrire un suo valido apporto ed un rilevante contributo di analisi.
A tale scopo la VI edizione della Scuola delle Donne Pedagogiste mira a mettere a confronto studiose e studiosi di diverse provenienze nel tentativo di decostruire paradigmi socio-culturali che forniscono una descrizione del corpo come strumento per arrivare al successo, finalizzato prevalentemente ad una triste omologazione, con le sue inevitabili manipolazioni estetiche ed identitarie.
L’intera struttura del Programma 2010 mira alla interdisciplinarietà: si passa infatti dall’approfondimento della casistica giuridica relativa al corpo femminile nei paesi islamici al case study del velo, indagato come simbolo di ridefnizione di relazioni di genere all’interno dell’attuale società europea, per giungere all’analisi delle regole (tra galateo e morale) che definivano il corretto comportamento per le giovani agli esordi del XX secolo, fino ad arrivare alle rappresentazioni dei corpi femminili durante il Fascismo, nelle colonie e in Italia.
Verrà anche esaminato come all’im-maginario di bambine e giovani donne siano state proposte storicamente eroine letterarie e filmiche e il variare dell’immagine fisica. Uno spazio particolare viene riservato al paradigma della “perfezione”, indagato sia dal punto di vista antropologico che mediatico, con le sue inevitabili conseguenze sull’eccessiva enfatizzazione della sessualità, non più nascosta da un atavico e paternalisticamente coltivato senso del pudore, bensì intenzionalmente e ossessivamente esibita e mercificata.
La visione del documentario “Il corpo delle donne” servirà quindi da stimolo ad una proficua discussione sul binomio corpo-media e a quello sottomissione-violenza alla quale parteciperanno docenti che da tempo hanno fatto di tale topos l’ambito privilegiato delle proprie ricerche. Infine vi sarà una sessione interamente dedicata alle modifcazioni intervenuti negli ultimi anni nell’immaginario del corpo femminile, ma anche maschile e alla lettura analitica dei suoi mutamenti identitari, un terreno decisamente innovativo e ricco di apporti culturali quanto mai interessanti, foriero di ulteriori futuri approfondimenti.
Di particolare interesse le proposte rivolte alla fondazione teorico-pratica di una “pedagogia del corpo”, al corpo vissuto come strumento limitato e autolimitante, fino a dar conto di recenti e interessanti ricerche svolte con giovani di ambo i sessi sul loro personale percepirsi e rappresentarsi come nesso mente/corpo.

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