Lavoro, dalla Fornero il contratto unico

Ministro Elsa Fornero

Pare si sia giunti ad un punto di accordo sul tema lavoro. Lunedì il gran giorno, la trattativa tra le parti sociali e i ministri. Volontà del Ministro Fornero sarebbe di giungere al provvedimento nel prossimo febbraio. Non più decreto. Si parla di disegno di legge o disegno di legge delega.

Come spiegato dal Premier Monti l’obiettivo è creare una maggiore mobilità che protegga il lavoratore ma non renda sclerotico il mercato del lavoro”. Uno spiraglio di luce per i giovani di casa nostra che tanto soffrono la precarietà e che sperano in una condizione in cui l’occupazione non rappresenti più una tragedia.

Lunedì mattina un primo tavolo di lavoro aperto da Monti, a seguire uno con la Fornero ed un terzo con Corrado Passera titolare delle attività produttive. Si punta sul contratto unico, vediamo insieme i dettagli.

Contratto unico. Nascerà il Cui, contratto unico di ingresso distinto in due fasi: una prima fase di ingresso che potrà durare fino a tre anni e una fase stabilità grazie alla quale il lavoratore potrà beneficiare delle tutele oggi riservate esclusivamente a coloro con contratto a tempo indeterminato. Stop, quindi, ai 48 attuali contratti di lavoro censiti dell’Istat.

In fase di ingresso, il licenziamento senza giusta causa non obbliga il datore a reinserire il dipendente. Ma, a tutela dello stesso, il datore dovrà risarcire pagando una penale pari alla paga di cinque giorni lavorativi per ogni mese lavorato. In caso di una fase di ingresso di tre anni, il licenziamento dovrà essere risarcito con sei mesi di mensilità.

Tempo determinato. La riforma renderà tali contratti come un metodo per pagare il personale specializzato. Con il provvedimento allo studio non sarà possibile assumere dipendenti a tempo determinato.
Verrà messo un tetto anche ai contratti a progetto e di lavoro autonomo continuativo che rappresentino più di due terzi del reddito di un lavoratore con la stessa azienda. Se questi contratti avranno una paga annua lorda inferiore ai 30 mila euro, saranno trasformati automaticamente in Cui. La riforma dovrebbe anche prevedere l’introduzione di un salario minimo legale stabilito da un accordo tra le parti sociali.

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