L'Aquila, campus e un nuovo ospedale

Costruire un ospedale nuovo all’Aquila, riconvertendo per altri usi il vecchio ospedale San Salvatore, reso inagibile dal sisma del 6 aprile. È la proposta avanzata dal presidente dell’Ordine dei medici dell’Aquila, Maurizio Ortu, durante l’incontro organizzato dal sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio, con le rappresentanze dei medici locali e delle associazioni di categoria, presso la caserma della Guardia di Finanza di Coppito.
«Chiediamo di puntare alla costruzione di un ospedale ex novo all’Aquila, in cui ricominciare da zero rimboccandosi le maniche. L’ospedale San Salvatore – ha detto Ortu – potrebbe invece essere riconvertito e riutilizzato creando un campus universitario. A questo proposito, proponiamo di dedicare tale campus al collega Vecchioni, rimasto sotto le macerie durante il terremoto».
Da Ortu è anche giunto un appello affinché le istituzioni aiutino i medici aquilani a rimanere nella città: «È necessario – ha detto – aiutare i medici a rimanere all’Aquila, facendo in modo che la città non perda quelle eccellenze sanitarie che ha sempre avuto». Oggi, invece, ha avvertito Ortu, «rischiamo di perdere proprio i medici più giovani e gli specializzandi, che dopo la tragedia del terremoto, in vari casi optano per il trasferimento. Rischiamo cioè un vuoto generazionale nel prossimo futuro».
Un’attenzione particolare è stata inoltre sollecitata da Ortu per le condizioni dei medici liberi professionisti, come gli odontoiatri, che in vari casi, ha rilevato, «hanno perso tutto e non sono più nelle condizioni di esercitare la loro professione». Da qui la proposta del presidente dell’Ordine dei medici aquilano di istituire delle forze di studio e dei tirocini ad hoc per trattenere i giovani medici nel capoluogo.

Manuel Massimo

Total
0
Shares
Lascia un commento
Previous Article

Incontra le “facce da Yif” appuntamento a Campo de' Fiori

Next Article

Concerti-lezioni di musica classica a Salerno

Related Posts
Leggi di più

Università, Messa: “Episodi concorsi isolati”

"La comunità scientifica è una comunità sana. Ha anticorpia sufficienza per reagire e autoregolarsi, ma deve misurarsi tra le altre cose con una realtà che fatica a trovare il giusto equilibrio tra trazione e innovazione, e a definire cosa caratterizzi il merito in maniera obiettiva, rendendo prossima allo zero l'ineludibile discrezionalità della scelta", parole della ministra Cristina Messa