La Sapienza laurea il design

foto-marzano.jpgÈ stata conferita questa mattina la laurea honoris causa in Disegno Industriale a Stefano Marzano, CEO Philips. Una scelta che promuove il design al rango di aspetto essenziale della progettualità industriale. E di volano per la crescita dell’impresa.
Dal cucchiaio alla città. Il design come nuovo motore di sviluppo economico, senza mai perdere di vista la sostenibilità. Come tecnologia della responsabilità, che obbliga il progettista a coniugare al futuro le sue idee. Come estrinsecazione della bellezza, non tanto – e non solo- estetica, quanto pensata in un armonico equilibrio. Queste le ragioni che hanno indotto l’università La Sapienza a conferire il riconoscimento in Disegno Industriale a Stefano Marzano, Chief Executive Officer e Chief Creative Director di Philips Design, gruppo di progettazione responsabile a livello internazionale di tutte le attività tecnico- progettuali dell’azienda.
Dopo l’elogio pronunciato da Antonio Paris, presidente dei corsi di laurea di Disegno Industriale, l’intervento di Marzano ha avuto come focus tematico il concetto di high design, inteso come “positiva relazione tra etica e mercato, progetto e sviluppo sostenibile”. Un design, dunque, declinato nella forma di interfaccia con la realtà sociale e culturale del mondo contemporaneo, cercando di “leggere il futuro come oggi e l’oggi come il passato”, al fine di porsi obiettivi e lanciare sfide ambiziose, ma realizzabili. Con una spiccata capacità visionale ed un’altrettanta managerialità, qualità del designer perfetto che Lucio Barbera, preside della Facoltà di Archiettura Quaroni riconosce appieno al CEO Philips.
Ambienti “intelligenti”, sodalizi tra tecnologie finora mai sperimentati. Sono solo alcuni dei nuovi obiettivi che Marzano si pone, da costruire, però, necessariamente sulla base di valori economici ed etici condivisi. Ripensare la tecnologia in termini di sostenibilità resta, ancora oggi, l’impresa più ardua che deve fare i conti con l’obsolescenza dell’idea di competitività, tuttora ostinatamente basata sulla quantità, piuttosto che sulla qualità. Nel futuro sarà perciò necessario partire dal concetto stesso di “filantropia” del design, impegnato per il Sud del mondo: “tutti – è la conclusione di Marzano – possono contribuire in denaro per finanziare la sostenibilità: solo pochi possono farlo con le proprie competenze”.

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