"La Sanità nel Lazio è una delle peggiori del Paese". La denuncia dei sindacati

 “La Sanità nel Lazio è una delle peggiori del Paese, i cittadini lo devono sapere”. Dopo gli insegnanti, tocca ai medici, ai sanitari e agli amministrativi, che si organizzano in una conferenza stampa per protestare contro la politica responsabile della “malagestione dell’attuale sistema sanitario regionale”.
L’appuntamento è per martedì 12 maggio alle ore 12, presso il Centro Studi Cardello, a Roma. “La Regione Lazio ci prende in giro, adesso basta! È giusto che i cittadini sappiano quali sono le vere cause dei gravi disservizi del Sistema Sanitario Regionale che, così come è, è uno dei peggiori del Paese. Di chi è la colpa?”.
Per questo i  responsabili delle organizzazioni sindacali della dirigenza sanitaria – Anpo Ascoti Fials Medici  Cimo (Cimo Settore Specifico Co.Si.P.S. – Fassid -Aipac, Aupi, Simet, Sinafo, Snr ) Fedir Sanità, Fesmed e Ugl Medici – incontreranno i giornalisti ai quali illustreranno le criticità e le priorità del SSR del Lazio, sintetizzate in 14 punti.
Dalla piaga irrisolta del precariato, all’assurdo funzionamento dei PS DEA degli ospedali, all’attribuzione di funzione di diagnosi e cura dei non medici, allo smantellamento dei servizi per la prevenzione e la sicurezza alimentare, all’impoverimento della farmaceutica e alla programmazione fallimentare dei laboratori di analisi e dei Servizi di diagnostica per immagine, alla riduzione degli psicologi, alle esternalizzazioni dei servizi.
Le organizzazioni sindacali, inoltre, ricordano di avere proclamato già lo sciopero il 13 marzo scorso, ma dopo l’apertura al confronto da parte della Regione Lazio avevano deciso di sospenderlo. “Ora però – dicono i dirigenti sindacali – non si può più tacere: gli impegni assunti nell’incontro dal responsabile della Cabina di Regia della Regione, Alessio D’Amato, sono rimaste parole, non si sono tradotte in alcuna iniziativa concreta, e non è più possibile accettare tale situazione”.
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