La Gilda contro le abilitazioni all’estero

Da oltre un anno la Gilda, il sindacato degli insegnanti, ha denunciato il fenomeno e definito grave l´inserimento a pettine nelle graduatorie ad esaurimento di professori in possesso di alcune abilitazioni conseguite all´estero, come ci spiega Maria Domenica Di Patre, vicecoordinatore nazionale del sindacato Gilda.

L’INTERVISTA. “Abbiamo sempre contrastato il fenomeno”

Da oltre un anno la Gilda, il sindacato degli insegnanti, ha denunciato il fenomeno e definito grave l´inserimento a pettine nelle graduatorie ad esaurimento di professori in possesso di alcune abilitazioni conseguite all´estero, come ci spiega Maria Domenica Di Patre, vicecoordinatore nazionale del sindacato Gilda.

Come sindacato eravate a conoscenza della presenza in internet di numerose offerte formative per abilitarsi all’insegnamento?
Mi sono occupata personalmente della cosa. L’anno scorso alcuni colleghi di Napoli mi hanno parlato di questi centri e della possibilità di ottenere l’abilitazione nel giro di pochi mesi. Inoltre riceviamo ogni giorno telefonate da parte di professori precari che chiedono consigli su come muoversi. Alcuni sono molto orientati nell’intraprendere questi percorsi, ma le cifre richieste, circa settemila/ottomila euro, sono molto alte.

E’ questo il prezzo richiesto?
Dipende dalla struttura alla quale ci si affida. Ma più o meno le cifre si aggirano intorno ai settemila euro.

Perché il Miur ha deciso di bloccare il fenomeno solo ora?§
In realtà anche il Ministero dell’Istruzione è da più di un anno che sta chiedendo chiarimenti al Ministero spagnolo. Ma con pochi risultati. Dalla Spagna non si hanno risposte.

Quali sono i criteri che questi corsi dovrebbero rispettare per essere realmente “a norma”?
Prima di tutto è importante sapere se l’abilitazione conseguita sia poi valida anche in Spagna. In caso contrario si andrebbe contro la Direttiva Comunitaria 2005/36. Questi corsi dovrebbero essere tenuti in lingua spagnola e non italiano. Bisogna poi diffidare da chi propone una formazione lampo, senza richiedere frequenza e presenza sul posto.

Sono molti i docenti che hanno aderito a queste offerte?
Considerando che sono circa 40 mila i docenti non abilitati, penso che almeno la metà di questi abbia seriamente valutato l’ipotesi di iscriversi.

Dove sono maggiormente presenti queste organizzazioni?
La Campania è una delle regioni dove si registra una grande percentuale di questi centri di formazione. Nel Lazio non mancano e a Catania ultimamente sono nati dei corsi che permettono di conseguire il titolo direttamente on line, senza andare nel Paese abilitante. Ma anche nel resto di Italia queste strutture sono ben ramificate sul territorio.

Che percorso consigliate?
La Gilda si sta battendo per il reclutamento e l’abilitazione di tutti i professori che insegnano da anni.

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