La Finlandia è il Paese più felice al mondo, almeno secondo la classifica del World Happiness Report redatto dalla United Nations Sustainable Development Solutions Network in base ai dati del Gallup World Poll. Ma non è che poi i suoi abitanti vivano così “allegramente”. A rivelarlo è stato in questi giorni il New York Times che, a un mese dalla pubblicazione della classifica dei 156 Paesi valutati in base alla percezione della felicità dei propri cittadini, è andato a chiedere ai finlandesi se si rendessero realmente conto di vivere in un “paese felice”.

E le risposte non sono di certo state di così grande entusiasmo: c’è chi ha tenuto a specificare che “felicità” non è sinonimo di “pace” e “tranquillità” (che sarebbero invece le vere caratteristiche della vita nel paese scandinavo), chi invece ha sottolineato come l’essere in continuo contatto con la natura rappresenti di per sé un sentimento dal peso incommensurabile e che si avvicina quindi al concetto di “felicità”.  

Insomma, per molti questo primato non dovrebbe far fare salti di gioia anzi. A testimoniarlo, tra le altre cose, il fatto che in finlandese la parola “felicità” si dica “onni” che in realtà significa proprio “beato”, “pacifico”, “tranquillo”. Due facce della stessa medaglia che sembra difficile dover separare.

Nella top ten del Paesi più felici al mondo seguono la Finlandia nell’ordine Danimarca, Norvegia, Islanda, Olanda, Svizzera, Svezia, Nuova Zelanda, Canada e Austria. L’Italia si è piazzata al 25esimo posto, in salita di tre posizioni rispetto al piazzamento dello scorso anno. Una posizione di cui di certo c’è poco da stare allegri.

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