La Dad è un rischio per gli studenti fragili ma è anche una chance

Progetto Opera, per tutti la criticità è perdita relazioni

Fare lezione da casa con la Didattica a distanza (Dad) può essere fonte di rischi o di opportunità: dipende dagli studenti, dal loro carattere, capacità di organizzazione e spirito di sacrificio.

Ma se per chi ha più potenziale studiare in camera davanti a un pc libera tempo per hobby e passioni, per i più fragili diventa invece motivo di criticità. Tutti però perdono in relazioni.

Dopo mesi di didattica a distanza, a causa dell’emergenza Covid-19, a fare il punto sulle ricadute per i più giovani, individuando alcuni consigli per i genitori, è Antonella Elena Rossi, psicopedagogista comandata Miur, responsabile del progetto benessere di OPERA, Osservatorio per educazione al rispetto e all’autostima, del Comune di Verona.
   

“Con la didattica a distanza gli adolescenti rischiano di perdere moltissimo sia a livello cognitivo che relazionale – spiega l’esperta – In particolare i ragazzi più fragili e con maggiori difficoltà scolastiche, perdendo la parte relazionale, stanno uscendo dai ranghi, spesso accendono il pc ma lasciano il video spento ed escono di casa. Per questo una raccomandazione ai genitori è di mostrarsi compatti, senza screditarsi, lasciando da parte eventuali difficoltà di coppia. I ragazzi più diligenti, invece, nella didattica a distanza funzionano meglio: avendo già interiorizzato una buona organizzazione, si liberano degli orari e guadagnano tempo per associare allo studio i propri hobby, come se fossero già all’università. A tutti però, manca la relazione, mancano i compagni. Per questo bisognerebbe fare in modo di tornare a frequentare la scuola almeno un paio di giorni a settimana”.

Ma cosa si può guadagnare a studiare in una stanza e cosa invece si rischia di perdere senza tornare a scuola? “Una cosa che i giovani stanno imparando a conoscere è la noia, compagna importante per stimolare la creatività – prosegue la psicopedagogista -.

Mentre una cattiva abitudine da non prendere è perdere la routine e in questo i genitori devono aiutare. La didattica a distanza non può portare a perdere la cognizione spazio-tempo. I ragazzi che non andavano bene a scuola o che erano timidi ma con voglia di fare stanno recuperando perché possono prendersi il proprio tempo di apprendimento, mentre preoccupa il divario che si creerà per chi aveva lacune e sta accumulando nuove lacune difficili da colmare.

Purtroppo la didattica a distanza impone impegno e concentrazione a cui gli adolescenti non sono più abituati. Bisogna spronare i ragazzi restando un passo indietro ed evitare troppi complimenti, con il nuovo mantra ‘ce la puoi fare'”.

Inoltre, conclude l’esperta, “è fondamentale sorvolare sulle cose inutili, come litigare con i figli per il disordine in casa: se un ragazzo riesce a tenere il ritmo, essere rispettoso e dialogare con i genitori è già un grandissimo successo”. (ANSA).

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