Istruzione e Merito, con quale squadra partirà Valditara?

Tra le priorità del nuovo ministro dell’Istruzione ci sarà anche quella di affrontare il tema della corruzione dopo lo scandalo tangenti. Per questo sarà fondamentale capire come sarà composta la squadra di lavoro.

Quello del neoministro Giuseppe Valditara non sarà certo un compito facile. Come sappiamo da sempre, il ministero dell’Istruzione è un luogo di grande battaglia politica ed ha creato non pochi grattacapi ai loro reggenti. Ai classici problemi legati alla partenza dell’anno scolastico con la annosa questione delle cattedre da occupare, aggiungiamo quelli dell’edilizia scolastica, dell’amianto, della dispersione scolastica, della povertà educativa e uno di strettissima attualità che certamente Valditara non potrà ignorare: la legalità.

La magistratura ha messo in evidenza, un vero e proprio sistema corruttivo che da anni agiva indisturbato (nonostante la rumorosità) e che coinvolgeva una parte del gruppo dirigente di Viale Trastevere, con in primo piano l’editore e imprenditore Federico Bianchi di Castelbianco e l’ex direttore generale del Miur Giovanna Boda. Un sistema criminale che ha sottratto milioni di euro alla Scuola e agli studenti, per l’arricchimento personale di Bianchi, Boda e i loro sodali. Una brutta e drammatica pagina del dicastero, che probabilmente non ha ancora scoperchiato tutto e rivelato fino in fondo le complicità, i favoritismi, le responsabilità. Una vicenda squallida e per certi versi beffarda, se si pensa che Giovanna Boda avevapromosso ed organizzato la nave della legalità che ogni anno salpava in memoria di Falcone Borsellino

Anche di questo dovrà occuparsi Valditara e un primo segnale lo avremo dalla nomina degli uffici di diretta collaborazione del Ministro, che in alcuni casi sono ingessate da anni, nonostante l’alternanza politica fra Pd e un breve periodo targato Lega (ministro Bussetti). Ricordiamolo: il neoministro nomina negli uffici di diretta collaborazione, persone a lui legate da un rapporto fiduciario. La legge prevede che al momento del giuramento del nuovo ministro, i componenti degli uffici di diretta collaborazione decadano automaticamente se non confermati entro un mese.

Parliamo del capo di gabinetto, ufficio determinante e centrale nel coordinamento delle attività di tutti gli uffici di diretta collaborazione: il capo dell’ufficio legislativo; il consigliere diplomatico, il capo della segreteria, il segretario particolare, il capo della segreteria tecnica, il capo dell’ufficio stampa, il portavoce del ministro.

Insomma, si parte da qui, ma i segnali che da qui arrivano, non sono di poco conto.

Luca Rinaldi

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