Iran, i blogger s'affidano a Twitter

twitteriran.pngLa protesta “verde” che monta ormai da giorni nelle strade di Teheran sta finendo nel vuoto pneumatico della censura governativa. In mancanza notizie confermate e fonti d’informazione certificate, i blogger s’affidano ai social network per far avere news aggiornate sugli sviluppi delle manifestazioni che ormai affollano le piazze da giorni.
Trenta persone sarebbero state arrestate ieri nei pressi dell’Università di Teheran, dove sono divampati gli sconti tra i manifestanti riformisti e i basij, le forze paramilitari filo-governative. Lo riportano voci non confermate riferite da blogger iraniani, secondo i quali gli uomini della sicurezza avrebbero anche sparato gas lacrimogeni contro i manifestanti.
Spari sarebbero stati uditi, inoltre, in diverse zone della città, in particolare nella zona di piazza Azadi. Alcuni blogger parlano di tre persone colpite da colpi d’arma da fuoco, le cui condizioni, tuttavia, non è ancora possibile accertare. Le proteste di ieri, che hanno coinvolto alcune migliaia di persone, si sono concentrate nella zona di piazza Enqelab e dell’università.
La polizia iraniana, come confermano alcuni media occidentali, ha sparato gas lacrimogeni per disperdere i manifestanti anche a piazza Vanak, dove sarebbero stati eseguiti altri arresti. Voci sempre più insistenti, ma anche in questo caso non confermate, riferiscono di scontri davanti al famigerato carcere di Evin, dove vengono rinchiusi i prigionieri politici.
Secondo alcuni blogger iraniani la polizia avrebbe sparato sui manifestanti che affollano piazza Enqelab con pallottole di gomma e alcuni di essi sarebbero feriti. Per questo motivo numerosi utenti del social network ‘Twitter’ hanno pubblicato post in cui si chiede a medici e personale specializzato di recarsi nelle zone degli scontri per prestare soccorso ai feriti.

Manuel Massimo

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