“Io studentessa, costretta a prostituirmi per pagare le tasse”

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“Per quanto tempo continuerò? Non lo so, almeno fin quando non troverò un lavoro che mi permetta di mantenere lo stesso stile di vita”.

Manuela (nome di fantasia) è una giovane ragazza argentina che vive in Italia da 18 anni. Mostra fiera il suo libretto della Luiss, facoltà di Economia. Ha la media del 26 e sembra felice. Manuela riceve i suoi clienti all’ultimo piano di una palazzina nella periferia romana: fa la escort per pagarsi le tasse universitarie, e non solo.

È costretta a fare questo lavoro anche per mantenere la figlioletta di tre anni – come racconta al microfono del Corriere della Sera. Manuela, infatti, è rimasta sola da quando il compagno l’ha abbandonata una volta saputo che era incita.

Sui siti per incontri compare il suo volto pixellato: riceve solo su appuntamento, 150 euro a prestazione, per un totale di 7 mila euro al mese, o giù di lì.

E il futuro? Manuela non ha intenzione di fermarsi: le piace studiare e, anzi, vorrebbe continuare il suo percorso, magari con un master all’estero.

La sua storia denuncia una condizione di disagio che, come tante altre storie italiane, racconta di ragazzi e ragazze precarie costretti a tutto pur di tirare avanti.

Raffaele Nappi

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