Il tormento della gelosia, prigione del sospetto

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«Nella gelosia c’è più egoismo che amore» fu la massima, nel ‘600, di François De La Rochefoucald su questo elementare sentimento che oggi i ricercatori dell’Università di Pisa bollano come vera malattia e come tale curabile.

Rabbia e furia sono tra le cause più pericolose e oscure che molti casi di cronaca hanno fatto registrare.

Donatella Marazziti, psichiatra dell’Università degli Studi pisana, attesta che «esistono varie terapie farmacologiche per curare le forme più gravi di gelosia, come quella delirante nota come sindrome di Otello».

La scoperta dimostra che l’eccesso di un neurotrasmettitore endogeno, la dopamina, altera le funzioni della zona del cervello che governa i processi affettivi trasformando un dettaglio insignificante in una certezza di tradimento.

Secondo i ricercatori l’approfondimento dei meccanismi neurali e biochimici della gelosia, soprattutto quella patologica, concorrerà a prevenire i frequenti comportamenti aggressivi e deliranti.

Spesso reputato come valore ed emblema dell’amore esclusivo a giudicare dai pericolosi eccessi verso i quali può sfociare non rappresenta virtù necessaria all’affermazione del sentimento vero.

 

Giovanni Torchia

 

 

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