Il sonno è il principale problema di una missione su Marte

Il principale problema di una missione spaziale di lunga durata – come ad esempio un viaggio su Marte – è la mancanza di sonno: questa la conclusione dei ricercatori dopo l’esperienza dei sei volontari che hanno trascorso 520 giorni in una “navicella”, con un’unica pausa di 30 giorni in cui è stato loro permesso di “esplorare” un’area recintata che simulava le condizioni sul Pianeta Rosso.

Come riporta il quotidiano britannico The Independent, lo studio condotto sui sei volontari del progetto “Mars 500” hanno rivelato delle differenze notevoli nei cicli di veglia e sonno: in un caso il ritmo circadiano è passato da 24 ore a 25 ore, il che implica che ogni 12 giorni il corpo riteneva di essere in pieno giorno mentre per tutti gli altri era notte fonda.

Sedentarieta’ e alterazione del ritmo circadiano sarebbero le principali insidie per un equipaggio umano  impegnato in viaggi spaziali prolungati. Lo studio è stato condotto dalla University of Pennsylvania e dal the Baylor College of Medicine, sull’impatto del confinamento operativo prolungato sul sonno e sull’umore degli astronauti. La ricerca ha simulato una missione spaziale, di 520 giorni, verso il Pianeta Rosso ed e’ stata pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

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