Il preside sospende la prof nonostante avesse già prenotato il vaccino: guerra di carte bollate con la scuola

Succede in un istituto superiore di Bologna: la docente (che fino al 15 dicembre effettuava un tampone ogni due giorni per poter entrare in classe) aveva comunicato la data delle prenotazione ma la scuola le ha comunque comunicato l’avvenuta sospensione dall’attività lasciandola anche senza stipendio.

Prof sospesa da scuola e lasciata senza stipendio nonostante avesse già prenotato il vaccino: è la storia che riguarda una professoressa della provincia di Bologna. La docente, che aveva scelto di non vaccinarsi nel 2021, in vista dell’entrata in vigore dell’obbligo per il personale aveva alla fine capitolato e prenotato la prima dose per gli inizi di gennaio.

Da settembre a dicembre, infatti, ogni due giorni si sottoponeva un tampone per ottenere il green pass necessario per entrare a scuola e svolgere le normali lezioni. Il 15 dicembre, con l’entrata in vigore dell’obbligo vaccinale, è a casa in malattia. La scuola le manda una raccomandata in cui la invita, entro 5 giorni dal ricevimento, a presentare prenotazione vaccinale, vaccinazione avvenuta o guarigione da Covid come da prassi. Quattro giorni dopo, il 20 dicembre, la docente informa la scuola, sempre attraverso una raccomandata, la data in cui si sottoporrà alla prima dose del vaccino: il 10 gennaio.

Durante le vacanze di Natale però il Covid la contagia: ha un certificato di malattia valido fino al 9 gennaio. Il 10 gennaio la segreteria della scuola le chiede il motivo della sua assenza visto che sono già riprese le lezioni ma lei ripropone un altro certificato medico in cui si dice che ha bisogno di altri giorni di assenza da scuola, almeno fino al 15 gennaio. Giorni che però sono destinati ad aumentare visto che il suo tampone di uscita dall’isolamento è ancora positivo.

Le complicazioni però non sono finite: perché l’11 gennaio la scuola le invia il decreto di sospensione dal lavoro (quindi lasciandola senza stipendio) che però riporta la data del 22 dicembre, nonostante lei avesse già provveduto a comunicare la data di prenotazione del vaccino.

Un caso che adesso andrà avanti a suon di carte bollate davanti a un giudice. “C’è troppa burocrazia nei controlli e nelle verifiche degli obblighi vaccinali da parte delle istituzioni scolastiche – ha detto Serafino Veltri della Uil Scuola al Resto del Carlino -. Non si tiene conto dei diversi casi che si possono presentare: eventuali malattie o quarantene e anche eventuali positività al Covid del personale. La sospensione dal servizio non è cosa da poco, considerando che si lascia il dipendente (docente o ata), senza retribuzione come cita il decreto. Bisogna ponderare con cura le scelte ed entrare nel merito caso per caso; bisogna tornare ad utilizzare meno le lettere e le raccomandate e più il telefono e le parole. Spesso per risolvere casi basta parlarsi, ascoltarsi e rispettarsi. Il decreto e le varie note sono molto chiare: c’è una tempistica da rispettare, sia dalle istituzioni scolastiche che dai dipendenti, diritti e doveri sono sanciti dalla Costituzione e dalle leggi”.

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