Il Polimi svela i segreti del suono

suono.jpgAll’avanguardia, proiettato al futuro. Il laboratorio di Sound and Music Computing del Politecnico di Milano, Dipartimento di Elettronica e Informazione, Polo Regionale di Como, ha aperto i battenti di StudioLab, uno studio di registrazione sperimentale che trasforma radicalmente l’approccio alla registrazione professionale.
Il rapporto fra il musicista e l’ambiente in cui suona ha un enorme impatto sia sulla qualità della performance che su quella della registrazione. Quando una sorgente produce un suono in un ambiente chiuso, infatti, il campo sonoro percepito da un ascoltatore è costituito sia dal suono che si propaga direttamente dalla sorgente ai microfoni, che da una combinazione di moltissimi echi che giungono ai microfoni dopo aver interagito con l’ambiente attraverso riflessioni sulle pareti e sugli oggetti circostanti. L’acustica ambientale quindi decide il colore e la qualità finale della registrazione ed è per questo che molti musicisti prediligono l’ambiente che sembra avere “le dimensioni e la forma perfette” per la loro esecuzione impeccabile.
Alla luce di queste considerazioni all’interno di StudioLab è stata creata una “rendering room attiva”, ovvero una stanza priva di acustica propria, nella quale l’acustica ambientale è prodotta artificialmente in modo olografico tramite una cupola di monitor acustici che circonda l’esecutore e che è in grado di ricreare la sensazione di suonare in una chiesa romanica o in un auditorium.
La ripresa acustica avviene non solo tramite microfoni tradizionali, ma anche tramite schiere di microfoni in grado di localizzare e separare i suoni nello spazio o di emulare la presenza di microfoni virtuali. Oltre a una regia tradizionale, è poi possibile smettere il vecchio metodo che prevede un mix diretto di tracce audio, e adottare un approccio che prevede di posizionare le sorgenti acustiche a piacere nello spazio virtuale, e applicare a queste una riverberazione fedele a un dato disegno CAD dell’ambiente virtuale di cui si vuole riprodurre l’acustica. Tutto questo in tempo reale.
Oltre a strumenti musicali tradizionali (come un pianoforte a coda e un set completo di percussioni), lo StudioLab consente anche di realizzare al computer strumenti musicali virtuali del tutto nuovi. Si assemblano col mouse parti di strumenti immaginari o reali e si suonano con dispositivi di controllo innovativi che captano i movimenti del musicista, li traducono in segnali digitali e li trasmettono al modello matematico di simulazione.
Lo StudioLab è dotato delle ultime tecnologie audio sviluppate dal Laboratorio Sound and Music Computing del Dipartimento di Elettronica e Informazione del Politecnico di Milano, che ha alle spalle una lunga esperienza di ricerca nel campo e, al suo attivo, decine di progetti europei e numerosi progetti industriali e nazionali.
Lo StudioLab è il primo studio di registrazione sperimentale in Italia, realizzato dal Politecnico di Milano e gestito in collaborazione con il Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Como. Ad esso possono accedere gli studenti del Politecnico di Milano, gli studenti del Conservatorio di Musica di Como e tutti gli artisti professionisti interessati alle nuove tecnologie.

Manuel Massimo

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