Il Parlamento europeo dichiara l'emergenza climatica: è priorità secondo sondaggio Eurobarometro

Il nuovo Eurobarometro individua nella lotta ai cambiamenti climatici la massima priorità per il Parlamento ed evidenzia la grande influenza dei giovani scesi in piazza negli ultimi mesi.
David SASSOLI, EP President meets with Andrej PLENKOVIC, Croatian Prime Minister

Il Parlamento europeo dichiara l’emergenza climatica. La Commissione deve garantire che tutte le proposte siano in linea con l’obiettivo di 1.5 °C. L’UE dovrebbe ridurre le emissioni del 55% entro il 2030 per diventare climaticamente neutrale entro il 2050.
“Combattere i cambiamenti climatici e preservare il nostro ambiente, gli oceani e la biodiversità” dovrebbe essere la principale priorità del Parlamento europeo (PE), secondo la maggioranza dei cittadini dell’UE consultati in un nuovo sondaggio Eurobarometro commissionato dal PE e condotto nell’ottobre 2019. I cambiamenti climatici erano già stati indicati come una delle principali ragioni per votare alle elezioni europee dello scorso maggio, in particolare per i giovani. Ora, per la prima volta, i cittadini mettono i cambiamenti climatici in cima all’elenco delle priorità in un Eurobarometro.
Il Parlamento chiede una riduzione delle emissioni globali anche di trasporti marittimi e aerei e vuole che l’UE si impegni, alla conferenza delle Nazioni Unite COP25, per una riduzione a zero delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2050.
In vista della COP25, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si terrà dal 2 al 13 dicembre a Madrid, il Parlamento ha approvato giovedì una risoluzione che dichiara un’emergenza climatica e ambientale in Europa e nel mondo. Il PE chiede alla Commissione di garantire che tutte le proposte legislative e di bilancio pertinenti siano pienamente in linea con l’obiettivo di limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 °C.
In un’altra risoluzione separata, il Parlamento esorta l’UE a presentare alla Convenzione delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici una strategia per raggiungere la neutralità climatica al più tardi entro il 2050. I deputati chiedono inoltre alla nuova Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen di includere nel Green Deal europeo un obiettivo di riduzione del 55% delle emissioni di gas serra entro il 2030.
Aumentare la riduzione delle emissioni globali per il trasporto aereo e marittimo
Le ambizioni attuali del trasporto aereo e marittimo non sono all’altezza delle riduzioni necessarie riduzioni delle emissioni. Tutti i paesi dovrebbero includere tali emissioni nei loro piani di contribuzione nazionale (NDC). Si chiede inoltre alla Commissione di proporre l’inclusione del settore marittimo nel Sistema UE di scambio delle quote di emissione (ETS).
 
Maggiore sostegno finanziario per la lotta ai cambiamenti climatici
Secondo il PE, I Paesi UE dovrebbero quantomeno raddoppiare i loro contributi al Fondo verde internazionale per il clima. Gli Stati membri sono i maggiori fornitori di finanziamenti pubblici per il clima e il bilancio dell’UE dovrebbe rispettare pienamente gli impegni internazionali. Inoltre, si sottolinea che gli impegni dei paesi sviluppati non raggiungono l’obiettivo collettivo di 100 miliardi di dollari all’anno a partire dal 2020.
Infine, si chiede con urgenza a tutti i Paesi UE di eliminare gradualmente tutte le sovvenzioni dirette e indirette per i combustibili fossili entro il 2020.
Pascal Canfin (RE, FR), Presidente della commissione parlamentare per l’ambiente, la salute pubblica e la sicurezza alimentare, ha dichiarato: “Il Parlamento europeo ha appena adottato una posizione ambiziosa in vista della prossima COP25 di Madrid. Data l’emergenza climatica e ambientale, è essenziale ridurre le nostre emissioni di gas a effetto serra del 55% entro il 2030. Si tratta inoltre di un messaggio chiaro e tempestivo alla Commissione, alcune settimane prima della pubblicazione della comunicazione sul Green Deal”.
Diversi paesi, amministrazioni locali e scienziati hanno dichiarato che il nostro pianeta sta affrontando un’emergenza climatica. La Commissione europea ha già proposto l’obiettivo delle emissioni nette-zero entro il 2050, ma il Consiglio europeo non l’ha ancora approvato poiché Polonia, Ungheria e Cechia sono contrarie.
Il Presidente del Parlamento David Maria Sassoli, (S&D, IT), che lunedì sarà a Madrid per partecipare all’apertura della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici COP25, ha dichiarato: “Questo sondaggio mostra chiaramente che gli europei vogliono che l’Unione sia in prima linea nella lotta ai cambiamenti climatici. Nella plenaria appena conclusa a Strasburgo, il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che dichiara l’emergenza climatica e ambientale in Europa e nel mondo. Stiamo ascoltando i nostri cittadini e sottolineando la necessità di andare oltre le parole per agire immediatamente”.

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