Il nobel per la Pace 2018 a Nadia Murad e a Denis Mukwege

Il Nobel per la Pace 2018 a Nadia Murad e a Denis Mukwege per il loro impegno contro gli stupri di guerra. La consegna nel giorno in cui si celebrano i 70 anni della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Murad è una donna yazida che ha sconfitto l’Isis, è stata prigioniera dell’Isis. Brutalizzata in prigionia, simbolo del genocidio della sua comunità. Mukwege, un medico congolese, è stato critico del governo congolese ed ha curato le vittime degli stupri.

L’attivista yazida Nadia Murad riceverà oggi, insieme al medico congolese Denis Mukwege, il Nobel per la Pace, ma la sua comunità di 500 mila persone, vittima di un genocidio dell’Isis nel 2014 e ora divisa tra i campi profughi d’Iraq e la Germania, non può tornare a casa.
Quattro anni dopo, i villaggi yazidi nel nord dell’Iraq restano in rovina. Cinquemila morti, tra cui sua madre e i suoi fratelli, giacciono nelle fosse comuni, mentre centinaia di donne e bambini rapiti sono ancora dispersi. Nessuna organizzazione internazionale ha provveduto a rimuovere le mine, né ad esumare e identificare i corpi. Nessuno è stato punito per gli stupri, ricorda Nadia.
A che servono i premi quando manca la giustizia? Lo ha chiesto il Corriere a Shirin Ebadi, avvocata costretta a lasciare il suo Iran dopo aver vinto il Nobel per la Pace: «I premi sono un segno di rispetto per le attività di una persona, per il punto al quale è arrivata. Dicono a chi combatte per i diritti che non è solo».
Quattro anni dopo un’infinita serie di discorsi, dall’Onu ai parlamenti di mezzo mondo, e di interviste in cui viene costretta a rivivere le violenze sessuali subite, Nadia continua la sua estenuante battaglia, come racconta il film «Sulle sue spalle» di Alexandria Bombach. I premi? Servono, ma non sono abbastanza. «Abbiamo bisogno di avere giustizia un giorno» dice la 25enne che voleva una vita semplice e un lavoro in un salone di bellezza, ma è stata catapultata nel mondo della difesa dei diritti.

“E’ difficile immaginare due vincitori del Premio Nobel per la pace più degni di Nadia Murad e Denis Mukwege, questo è un riconoscimento meritato per questi due attivisti straordinariamente coraggiosi, tenaci ed efficaci contro la piaga della violenza sessuale e l’uso dello stupro come arma di guerra”. E’ quanto afferma Michelle Bachelet, Alto commissario dell’Onu per i diritti umani. “Nadia e Denis – aggiunge l’Alto commissario – sono certa che parlo a nome di tutti i difensori dei diritti umani quando dico che vi ammiriamo più di quello che le parole possono dire. Avete combattuto affinché venga riconosciuto e affrontato il dolore che le donne hanno sofferto per gli abusi sessuali, e perché venga riaffermata la loro dignità”.
ANSA
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