Il ministro Bianchi è sicuro: “A gennaio si torna tutti in classe”. Ma il sindacato dei prof lo gela: “Le scuole non sono sicure, subito la Dad”

Continua il clima di incertezza sul ritorno in classe dopo le vacanze di Natale. Il ministro dell’Istruzione a Skytg24 ribadisce la volontà di riprendere le lezioni in presenza senza ulteriori accorgimenti (“Noi non pensiamo al green pass per gli studenti”) ma i docenti sembrano essere più preoccupati. “Le mascherine Ffp2 non basteranno per proteggerci dalla nuova ondata di contagi” dicono.

Da un lato il ministro Bianchi che assicura che da gennaio la scuola ripartirà in presenza, dall’altro un sindacato degli insegnanti che invoca la Dad per i primi mesi del 2022 e il taglio alla presenza degli studenti in presenza all’interno delle classi per concludere l’anno scolastico. La preoccupante situazione dei contagi in Italia, alle prese con i primi effetti della variante Omicron, rischia di gettare nel caos il mono della scuola alle prese con la programmazione del nuovo anno che non sembra essere così scontato vista la “strage” di contagi e quarantene che ha colpito le classi, da Nord a Sud, poco prima delle vacanze di Natale.

“Dopo le vacanze si torna in presenza – è lapidario il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, ospite oggi a Skytg24 – Ci vuole la responsabilità di tutti, questo è il nostro obiettivo e questo faremo. Per quanto riguarda la gestione dei focolai, i presidenti delle Regioni e i sindaci possono disporre chiusure ma su casi straordinari e isolati, non diffusi e solo per il tempo necessario. Ma la nostra indicazione è che si torni in opresenza. Anche sul green pass agli studenti noi non abbiamo posto il tema. La scuola resta il posto più controllato e su cui abbiamo la massima attenzione”.

“Per tre settimane i nostri bambini e i ragazzi sono fuori dalle scuole, per questo abbiamo investito insieme con il generale Figliuolo per potenziare il tracciamento ed essere sicuri al ritorno” ha detto ancora il ministro spiegando che l’ausilio del commissario “si aggiunge alle attività ordinarie delle Regioni, che con il generale concorderanno programmi specifici, in modo da avere un tracciamento che permette di tornare a scuola e avere certezza anche per i bambini più piccoli”.

Parole però che non convincono l’Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori, l’Anief, che invoca un ritorno immediato alla didattica a distanza, unico strumento per garantire sicurezza a scuola. “L’obbligo delle mascherine, con le Ffp2 solo per una parte del personale, non basterà – tuona il sindacato – Anche lo screening straordinario degli studenti, affidato anche all’Esercito, non appare di facile attuazione. La verità è che al ritorno a scuola, le aule non saranno più sicure. Il nostro sindacato chiede quindi al ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, di prendere coscienza della situazione, considerando anche che gli alunni sono veicoli diretti del contagio. Si torni quindi tutti alla didattica a distanza e poi si valuti se finire l’anno con metà allievi in presenze e metà a casa in Dad”.

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