Il lavoro del futuro è digitale. Gap digitale: "In Italia 3,5 milioni di famiglie ancora non hanno internet"

Complici le nuove tecnologie e la progressiva e inarrestabile trasformazione della società, anche il mercato del lavoro sta subendo modifiche importanti, evolvendosi sempre più verso il mondo digitale. Pensiamo semplicemente a tutti i dati raccolti attraverso social network e smartphone che per andare incontro alle richieste di mercato stanno richiedendo nuove figure professionali. “Siamo al 25esimo posto in Europa per connessione e sistemi digitali”, lo afferma Carmine Nigro (Union Camere) durante il workshop dello dedicato ai nuovi lavori in digitale, a cura di Anpal, Ministero del Lavoro e Google Italia.

Con una media europea del 6,6% in Italia investiamo davvero poco sul mondo dela tecnologia per la telecomunicazione e l’informazione, mentre una piccola e media impresa su tre è sul web: le aziende italiane non sfruttano internet per il suo business”, dice l’esperto. Analizzando gli scenari attuali, è facile immaginare come la maggior parte delle professioni di domani sarà intrinsecamente legata all’ambito informatico e digitale, settori in cui la richiesta è già particolarmente elevata. Nel nostro Paese persiste un problema importante relativo alla digitalizzazione: l’Italia è infatti al quintultimo posto in Europa e il divario tra domanda di mercato e offerta lavorativa è particolarmente ampio. Nel 22% dei casi, infatti, non ci sono candidati idonei per ricoprire le posizioni offerte.

Crescere in Digitale è il progetto di Anapal, Unioncamere e Google per aiutare i giovani inoccupati ad accedere al mondo del web, sarai condotto dal Community & Project Manager Carmine Nigro, all’interno del mondo del web, delle sue professioni e di tutto quello che ti serve per dare slancio alla tua carriera partendo dalle competenze digitali. “Per comprendere il ritartdo dell’Italia nel presente digitale basti pensare all’E-commerce – afferma Nigro -. Il potenziale è appena del 10%. Anche da un punto di vista della vendite siamo molto bassi. Secondo google trends, che vede le ricerche dei consumatori, durante il lockdown è quadruplicata la ricerca di delivery e consegne a domicilio. Questo indica che pochi riescono a capire e seguire quello che fa l’utente che cambia interessi molto rapidamente. I siti vanno aggiornati e gestiti in base ai gusti degli utenti, che cambiano spesso oggi”.

E come colmare il gap anche personale? “Puntare su ciò che ti caratterizza: esperienze, conoscenze, soft e hard skills”. La professioni più richieste sono: account manager, business analyst, business information manager, chief information officier, database administrator, developer, digital media specialist ecc. Una serie di posizioni ampiamente specializzate che spesso escono dal paradigma cognitivo delle occupazioni “normali”. Ma non bisogna spaventarsi. “Le soft skills oggi sono più importanti delle hard skill da un certo punto di vista oggi perché sono quel qualcosa in più che potrete dare rispetto la concorrenza”, sottolinea l’esperto.

“Tutto ciò che avete da offrire al servizio di un’attività anche digitale: applicazioni web, linguaggi di programmazione o sviluppi software sono oggi importanti. Alcuni linguaggi di programmazioni oggi servono anche se non si è un programmatore – e conclude -. Quando si parla di lavoro è necessario sempre aggiornare le proprie skill: perché questo è un contesto in continua evoluzione e bisogna stare al passo con i tempi”. E la prossima sfida nella società digitale è sempre dietro l’angolo. “Nostra è la responsabilità di supportare al meglio le giovani generazioni – conclude Pietro Orazio Ferlito, direttore di Anpal Servizi – fornendo loro tutti gli strumenti che la tcnologia offre per renderli al passo con un mondo del lavoro in continuo movimento”.

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