Il grido dell’UE: “Disoccupazione senza precedenti”

Bce

“200 milioni di disoccupati nella zona euro sono intollerabili”. Arriva forte il grido dell’UE che da Bruxelles commenta i dati sulla disoccupazione nella zona euro, che ha raggiunto livelli senza precedenti.  Il bollettino mensile dal governo europeo non nasconde tutta la sua preoccupazione per una situazione che si fa sempre più grave, escludendo una possibile ripresa ipotizzata nel 2013.

“La crisi economica e finanziaria – afferma l’Eurotower – continua a gravare sul mercato del lavoro nell’area dell’euro. Nel quarto trimestre del 2012 l’occupazione è diminuita ancora, mentre il tasso di disoccupazione ha continuato a crescere, raggiungendo livelli senza precedenti. Secondo varie stime, sia il tasso di disoccupazione strutturale sia l’unemployment gap sono aumentati sensibilmente negli ultimi anni. I dati delle indagini segnalano un ulteriore calo dei posti di lavoro nel primo trimestre del 2013″. Anche sul fronte dei consumi, dopo che nel quarto trimestre del 2012 sono diminuiti dello 0,4% sul periodo precedente, la Bce ritiene che “la spesa rimarrà debole”.

“E’ fondamentale che i governi dell’area dell’euro intensifichino l’attuazione delle riforme strutturali a livello nazionale e rafforzino la governance dell’area dell’euro, ivi compresa la realizzazione dell’unione bancaria”. Secondo l’istituto di Francoforte gli Stati membri “dovrebbero moltiplicare gli sforzi per ridurre i disavanzi pubblici e proseguire le riforme strutturali; in tal modo la sostenibilità dei conti e la crescita economica si rafforzeranno reciprocamente”. Le strategie di bilancio, aggiunge la Bce, “devono essere integrate da riforme strutturali favorevoli alla crescita che siano ambiziose e di ampio respiro e interessino i mercati dei beni e servizi, compresi i servizi su rete, i mercati del lavoro e la modernizzazione della pubblica amministrazione. Per promuovere l’occupazione, il processo di formazione dei salari dovrebbe divenire più flessibile e meglio allineato alla produttività”. Tali riforme, rileva la Bce, “aiuteranno i paesi negli sforzi tesi a recuperare competitività, porre le basi per una crescita sostenibile e favorire il ripristino della fiducia sul piano macroeconomico”.


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