Il Covid non ferma l'Università. Manfredi: "Matricole aumentate del 5%"

A dispetto di ogni previsione l’Università italiana non sembra aver risentito degli effetti negativi portati dalla pandemia di coronavirus. La richiesta di borse di studio per l’anno accademico 2020/21, sebbene siano dati provvisori, registrano un aumento medio di quasi il 6% rispetto a 12 mesi fa. Un’altra dato lo ha fornito il ministro Gaetano Manfredi in un’intervista al Lunedì del Sole 24Ore: “Anche se sono da completare i primi dati che arrivano dagli atenei ci dicono che abbiamo il 5% di matricole in più”. E sul rischio di un nuovo lockdown il ministro aveva commentato: “Non ci saranno lockdown su scala regionale ma si guarderanno le singole realtà locali e pertanto eventuali interventi che verranno presi dal ministero della Salute riguarderanno parti di territorio limitate”.

A conferma il trend positivo anche i responsabili dei singoli atenei. Solo negli ultimi 10 giorni i segni più sono scizzati da Nord a Sud senza una grande differenziazione territoriale: Palermo (+23% sul 2019), Milano Bicocca (+20%) e Pavia (+28%). Perché? Sicuramente la scelta di assicurare quasi ovunque lezioni in modalità mista in presenza/a distanza, almeno per il primo semestre, ha confermato quanto predetto nelle scorse settimane: molti studenti stanno evitando i grandi spostamenti, tipici negli ultimi anni, da Sud a Nord. Non vanno dimenticati, poi, gli incentivi messi in campo dal decreto Rilancio (circa 200 milioni di euro) per elevare la no tax area da 13 a 20mila euro di Isee e ridurre le tasse dal 30 all’80% fino a 30mila e rimpinguare di 40milioni il fondo per il diritto allo studio.

L’enfasi generale non sembra dimenticare neanche gli atenei privati. L’Università Cattolica che, in base alle prime elaborazioni, fa registrare una crescita degli immatricolati del 2% (13.006 contro i 12.761 del 2019), con un incremento del 4,5% (4.769 studenti) per le 59 lauree magistrali e dello 0,5% (8.237 iscritti) per le altre 44 tra triennali e a ciclo unico nei suoi cinque campus (Milano, Brescia, Piacenza-Cremona, Roma). Con una distribuzione tra allievi in sede, pendolari e fuori sede in linea con l’anno scorso.

E anche dove i corsi sono interamente a numero programmato – e dunque il parametro da usare sono le domande di ammissione – l’aumento si vede. Alla milanese Bocconi del 5%, alla romana Luiss dell’8% per corsi triennali e a ciclo unico e del 13% alle magistrali (con un +130% di richieste dall’estero).

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